“Tutto questo casino intorno al caso Fedez è nato dal fatto che la Rai ha cercato di negare la realtà. Meno male che Fedez aveva registrato la telefonata, perché altrimenti sarebbe passato per un pazzo che si inventava il fatto che qualcuno avesse cercato di tappargli la bocca”. Sono le parole pronunciate a “Otto e mezzo” (La7) dal direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che aggiunge: ” Il caso Fedez non esisterebbe se fossimo in un Paese normale, dove i politici non parlano dei palinsesti televisivi e non nominano i dirigenti della Rai, dove la televisione di Stato è di Stato in quanto è dei cittadini e non del governo, dove c’è una fondazione come la Bbc che si occupa di televisione e i politici ci vanno chiedendo il permesso, anziché sfondando la porta a calci“.

E sottolinea: “Così come Madonna, Lady Gaga e Beyoncé fanno le loro campagne di impegno civile nei concerti e dove cavolo vogliono, da noi i cantanti andrebbero sui palchi e direbbero esattamente quello che gli pare. Dopodiché i politici quello che gli pare lo devono dire in Parlamento. Non devono fare i critici televisivi oppure occuparsi dei palinsesti e i dirigenti della Rai non devono negare l’evidenza. Se una tua vice ha detto a Fedez che certe cose non le avrebbe tollerate per via di un sistema, è inutile che vai in Commissione di Vigilanza a dire che c’è un complotto di Fedez. Il complotto te lo sei fatto in casa. Punto”.
Musica per le mie orecchie – commenta la conduttrice Lilli Gruber – E comunque non avverrà mai che in Italia i partiti politici stiano fuori dal servizio pubblico“.

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