Nuove regola per l’immigrazione in Gran Bretagna, che dopo la Brexit apre le porte esclusivamente a personale qualificato che già padroneggia la lingua inglese, sul modello dell’Australia. Il “sistema a punti” per l’immigrazione entra in vigore oggi dopo essere stato ufficialmente inaugurato il primo gennaio dal governo britannico di Boris Johnson, a seguito dell’accordo di divorzio dell’Unione europea. Mira ad attrarre i migliori talenti in base alle loro competenze piuttosto che alla loro nazionalità: strategia draconiana mirata a regolare i flussi migratori, ma che – con la corsia preferenziale in vigore da queste ore – si propone nelle promesse del premier Tory di favorire al contempo l’arrivo di figure qualificate, inclusi scienziati, artisti o musicisti pluripremiati. Quindi addio ai tentativi di attraversamento della Manica per cercare fortuna e da oggi un cittadino europeo non avrà canali privilegiati di ingresso rispetto a, ad esempio, un russo o un cinese.

Vengono introdotte liste di priorità legate al possesso di un contratto di lavoro già garantito, con un salario minimo annuo lordo di almeno 27mila sterline. Viene inoltre valutato fra l’altro il livello di specializzazione e la padronanza della lingua inglese. Ed è invece prevista una corsia preferenziale (fast-track entry) per ottenere il visto per i lavoratori del settore sanitario. Gode inoltre di una corsia preferenziale chi è già un talento internazionale comprovato nei propri campi di competenza – dalle arti alla scienza, dalla moda all’architettura. In questi casi i permessi di lavoro nel Regno Unito potranno essere ottenuti in maniera più rapida e semplificata.

Un “privilegio” che vale a maggior ragione per i vincitori di prestigiosi riconoscimenti internazionali – come il Nobel, il premio Turing per gli informatici, i Grammy per l’industria musicale, gli Oscar o i Golden Globe per il cinema e la tv -, come ha sottolineato la ministra dell’Interno Priti Patel. “I vincitori di questi premi hanno raggiunto l’apice della loro carriera e hanno molto da offrire al Regno Unito – ha dichiarato -. Questa norma assicurerà loro la libertà di venire e lavorare nei nostri settori d’eccellenza nel campo delle arti, delle scienze, della musica, del cinema”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

L’Iraq chiede all’Italia le armi (o i soldi) pagate da Saddam: “È un nostro diritto, l’embargo è stato tolto nel 2003”

next
Articolo Successivo

Spagna, il discorso con cui Pablo Iglesias ha annunciato l’addio alla politica: “Hasta siempre”

next