La seconda devastante ondata di Covid-19 continua a registrare migliaia di morti al giorno in India. Nelle ultime 24 ore le vittime sono state 3.780 e 382mila i nuovi casi, secondo quanto riportato dai dati del ministero della Sanità. Numeri che, in un paese di oltre 1,3 miliardi di abitanti con vastissime zone rurali che sfuggono ai conteggi e scarsa possibilità di tamponi, sono per forza sottostimati. Secondo Paese più colpito al mondo per numero di contagi dopo gli Stati Uniti, l’India ha 20.282.833 casi di coronavirus confermati. Sono invece 222.408 le persone decedute dopo aver contratto l’infezione. Nonostante le pressione dell’opposizione, il premier Narendra Modi continua a rifiutarsi di imporre un lockdown nazionale duro per timore delle ripercussioni sull’economia.

Le stime degli scienziati in assenza di restrizioni – Ma un gruppo di ricercatori dell’Indian Institute of Science di Bangalore prevede circa 400mila morti in India verso l’11 giugno – a oggi il numero delle vittime da Covid-19 è di 226mila – se si manterrà il trend attuale del contagio. Uno studio simile dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington prevede oltre il doppio di decessi, 1.018.879, alla fine di giugno. Anche se le peggiori previsioni saranno evitate, l’opinione degli esperti è che l’India potrebbe toccare il più alto numero di morti del mondo.
“Le prossime 4,6 settimane saranno cruciali per il paese”, ha detto a Ndtv, canale indipendente di New Delhi, Ashish Jha, rettore della Brown University School of Public Health. “La sfida è riuscire a prendere misure che limitino la diffusione del virus entro il prossimo mese, altrimenti sarà il disastro: non possiamo continuare a sottovalutare la possibilità del peggio. L’India ha molta strada da fare, se vuole uscire dall’incubo”.

Secondo quanto detto lunedì dal ministro alla Salute ci sarebbero segnali che in almeno 12 stati, tra cui Delhi, Chhattisgarh e il Maharashtra, il picco delle infezioni giornaliere si stia stabilizzando. L’indicatore principale tenuto sotto controllo dagli esperti è il tasso di positività, attualmente su una media del 20%, con alcune aree del paese che toccano il 40%. “È una percentuale altissima”, dice il professor Jha,”che dimostra che tre quarti dei contagi del paese non vengono contati”. L’Indian Institute of Science calcola che con un lockdown di 15 giorni le morti in India potrebbero scendere a 300mila, e a 285mila con un lockdown di un mese. L’Institute for Health Metrics and Evaluation prevede un totale di 940mila decessi entro la fine di giugno, se tutti indossassero la mascherina.

Stanziamenti per vaccini e ospedali – Per sopperire alla carenza di vaccini nel Paese che paradossalmente ne è il maggiore produttore al mondo, la Banca centrale indiana ha sbloccato 6,7 miliardi di dollari per i produttori di sieri anti-Covid e per gli ospedali e le imprese del settore sanitario. I fondi, ha spiegato il governatore dell’Istituto Shaktikanta Das, saranno elargiti sotto forma di prestiti a basso costo fino al 31 marzo del 2022 per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Il governatore ha promesso inoltre che saranno attuato misure “non convenzionali” se la crisi coronavirus dovesse peggiorare.

“La velocità devastante con cui il virus colpisce diverse regioni del paese deve essere accompagnata da azioni rapide e di ampio respiro”, ha detto. Con gli ospedali che lamentano gravi carenze di ossigeno, letti e vaccini, le nuove misure mirano a migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria. Per le banche sarà più facole concedere prestiti a basso costo agli ospedali, ai produttori di ossigeno e persino ai pazienti. “L’obiettivo immediato è preservare la vita umana e ripristinare i mezzi di sussistenza in tutti i modi possibili”, ha aggiunto Das.

Nelle ultime ore, la Commissione Europea ha annunciato che stanzierà 2,2 milioni di euro per aiutare l’India a combattere il “drastico” aumento di casi di Covid-19. Inoltre, nel comunicato viene precisato che si tratta di un pacchetto di finanziamenti “iniziale”, che dovrebbe aiutare il governo a sostenere il programma di 6 mesi che l’Oms sta sviluppando nel Paese per la cura dei malati di Coronavirus.

“Siamo pronti a lavorare con l’Oms, e altri partner sul campo – dice Janez Lenarcic, il commissario europeo per la gestione delle crisi -, per combattere insieme in questo momento difficile. Insieme siamo più forti”. Il pacchetto di finanziamenti va ad aggiungersi “all’assistenza generosa e tempestiva” che diversi Stati membri hanno offerto all’India nei giorni scorsi, tra cui la consegna di prodotti e farmaci “vitali” per la cura della malattia.

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