“Si tratta di una polemica basata sulla manipolazione dei fatti, che avrebbe dovuto dimostrare nelle intenzioni dell’autore l’esistenza di una censura che non c’è mai stata“. È questa l’autodifesa del direttore di Rai 3, Franco Di Mare, durante l’audizione in Vigilanza Rai in cui riferisce sull’episodio che al Concertone del Primo Maggio ha visto protagonista Fedez per il suo intervento sul palco a favore del ddl Zan. Nel suo discorso, Di Mare sostiene che “la Rai non ha chiesto nulla” e che le richieste sul testo che il cantante ha poi letto sul palco “sono state in capo all’organizzazione”. La responsabilità quindi sarebbe della società organizzatrice, secondo Di Mare, che poi però aggiunge: “La Rai ha il diritto di sapere cosa accadrà, perché è responsabile della messa in onda“. E durante la replica definisce il discorso “perfetto“, mentre la sua vicedirettrice Ilaria Capitani lo ha bollato quanto meno come “inopportuno“. La prima accusa di Di Mare a Fedez è quindi di aver mentito, perché la Rai non ha responsabilità. “Allora a che titolo la vicedirettrice di Rai3 partecipa a una conversazione in cui autori e organizzatori mi dicono di andare cauto nel fare nomi e cognomi e giudica lei stessa il mio intervento inopportuno se la Rai non c’entrava una mazza in questa cosa?”, replica il cantante su Instagram. La seconda accusa è ancor più grave: secondo il direttore di Rai 3, Fedez avrebbe manipolato la telefonata nella sua prima versione pubblicata sui social, la avrebbe “montata spostando domande e risposte”. “Si tratta di un imbroglio“, dice Di Mare. Il video è stato invece semplicemente tagliato, non montato. E poi pubblicato anche nella sua versione audio integrale. “Perché la Rai una volta sceso dal palco pubblica un comunicato stampa in cui dice che non c’è stato alcun tentativo di intervento nei confronti del mio discorso. Io pubblico una telefonata in cui l’oggetto della conversazione è tentare di modificare il mio discorso”, specifica Fedez. Che poi ribadisce: “A tutta la conversazione partecipa la vicedirettrice di Rai3”.

Al termine dell’intervento, ha preso la parola il presidente della Vigilanza, Alberto Barachini: “Ho rilevato una gestione complessa e confusa dell’evento. C’è stato un produttore esterno alla Rai che ha parlato di ‘uniformarsi al sistema‘ e si è dovuto scusare l’ad Rai per questo”. “Tutto ciò mi rafforza nell’idea che le esternalizzazioni di eventi in diretta siano un rischio che il servizio pubblico non può correre”, ha aggiunto Barachini. Il primo intervento è stato poi quello della capogruppo Pd, Valeria Fedeli, che ha subito voluto sottolineare un concetto: “Dal 1990 il Concertone è sempre stato un’occasione di libertà. E il testo di Fedez è parte integrante non solo dei valori di libertà d’espressione che hanno sempre caratterizzato questo evento ma anche del valore stesso del 1 maggio. Trovo quindi grave che nel suo intervento si sia riferito con certi toni e certe espressioni all’iniziativa assunta dall’artista”, ha detto rivolta a Di Mare.
“Lei, direttore, ha anche detto che i contenuti della telefonata sarebbero stati manipolati da Fedez. Se è così però, e io non lo credo, vada a denunciarlo alla Procura della Repubblica perché bisogna anche essere conseguenti con ciò che si dice”. “Terzo – ha concluso Fedeli – vogliamo sapere chi ha detto nel corso della telefonata che c’è un ‘sistemacui adeguarsi e quale sarebbe questo ‘sistema’”.

L’invito a sporgere denuncia in Procura, con accezioni diverse, viene rivolto a Di Mare dopo le sue dichiarazioni da tutte le forze politiche. “La Lega ha avuto ragione su tutta la linea e apprezziamo che, dopo l’inziale timore, la Rai ha avuto il coraggio di chiamare l’operazione di Fedez per quello che è stato: un imbroglio. Non vengono meno le responsabilità di viale Mazzini per questo pasticcio, ora almeno proceda con le dovute azioni legali per recuperare credibilità e mettere un nome e un cognome sulle responsabilità di quanto accaduto”, dice il capogruppo della Lega in commissione di Vigilanza, Massimiliano Capitanio.

Nella sua risposta, Di Mare ha detto che a valutare una denuncia nei confronti di Fedez deve essere l’azienda Rai, non lui in prima persona. Inoltre, in un altro momento della sua replica a Capitanio, ha fatto riferimento al passaggio della telefonata in cui il cantante riferisce di aver fatto leggere il testo del suo intervento a Marco Travaglio e Peter Gomez. “Per quale motivo il benestare a un testo lo devo dare il direttore del Fatto Quotidiano e de ilfattoquotidiano.it“, si chiede Di Mare. Interviene il senatore Primo Di Nicola sottolineando che l’affermazione non corrisponde al vero. Il direttore Peter Gomez ha già spiegato, anche in una diretta Facebook sulla pagina de ilfattoquotidiano.it, di aver ricevuto una telefonata da Fedez intorno alle ore 23 della sera del 30 aprile, quando la conversazione dell’artista alla quale aveva preso parte dal vicedirettrice di RaiTre era già avvenuta. Il direttore Marco Travaglio invece non è mai stato chiamato.

“I temi non sono competenza Rai” – “La Rai acquista un diritto di ripresa, esattamente come avviene per una partita di pallone o uno spettacolo teatrale, non possiamo dire cosa dire né all’arbitro di fischiare un rigore. I temi e i valori da veicolare sono di esclusiva competenza degli organizzatori, cioè Cgil, Cisl e Uil“, dice il direttore di Rai3 cominciando il suo discorso in audizione. “Nella prima serata del 30 aprile alle 19.40 – ricostruisce Di Mare – viene inviata una mail dai produttori agli organizzatori dell’evento – i rappresentanti sindacali – e alla Rai, nella persona della vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani. L’autore è Massimo Bonelli“, ovvero il direttore della iCompany, società organizzatrice dell’evento. Nella mail, spiega sempre Di Mare, si cita il discorso dell’artista Fedez, definito “duro, polemico, gratuito non in linea con il contenuto positivo del concerto né rispettoso di tutti gli artisti e conduttori”. “Bonelli dice che ‘ho contattato il management dell’artista chiedendo di rivedere il testo in modo che rispettando il legittimo sentire dell’artista non ne esasperi i toni e i concetti. Sto aspettando un nuovo testo. Vi ho scritto sia per chiedervi un parere sullo scritto di Fedez che vi allego sia sulla situazione che rischia di diventare estremamente grave‘”, riferisce Di Mare.

“La Rai non ha chiesto il testo” – “Cosa ci dimostra? – prosegue – Che la Rai non ha chiesto niente, la prima affermazione di Fedez è falsa. Lo sapevano i sindacati, l’agenzia. Né la Rai ha fatto valutazioni, lo ha fatto la produzione che è quella che ha la responsabilità. Io non getto la croce neanche addosso all’organizzazione, Bonelli ha fatto quello che il contratto prevede“. Inoltre, aggiunge il direttore della terza rete, “la Rai ha il diritto di sapere cosa accadrà, perché è responsabile della messa in onda. Se un testo prevede delle offese verso qualcuno questo testo va edulcorato ma non è censura. Avremmo potuto chiedere i testi ma non lo abbiamo fatto.

“Da Fedez una manipolazione” – “Sappiamo di una grande agitazione negli uffici dell’auditorium tra la produzione. La telefonata con l’artista la fa Bonelli, non l’ha chiesta l’azienda, è un’iniziativa dell’agenzia”, prosegue ancora la ricostruzione di Di Mare. Capitani, a suo dire, era in disparte, poi si avvicina quando l’artista afferma “probabilmente facendo confusione che ‘voi del servizio pubblico avete il potere di censurare chi volete’. Capitani a quel punto interviene“, spiega il direttore di Rai3. “La telefonata viene montata spostando domande e risposte e tagliata, così diventa un’altra cosa, con un tono e un significato completamente diversi”, è poi l’accusa che Di Mare rivolge a Fedez . “Non è la stessa telefonata, il testo pubblicato da Fedez non è neanche un riassunto, è una manipolazione per alterare il senso delle cose”.

“Mi aspetto delle scuse” – Il direttore prosegue: “La manipolazione in alcuni paesi è un reato e forse si configura come tale anche nel nostro quando si diffama una rete e un’intera televisore. Si tratta di un imbroglio“, accusa ancora. “Chi pagherà per queste falsità? Ilaria Capitani e Rai3 si aspettano delle scuse che temo non arriveranno mai da alcuna parte, ne ho certezza”. “Dopo che la telefonata viene pubblicata su Repubblica, Fedez pubblica la versione integrale, non quella di prima, ma aveva ottenuto l’effetto voluto”, sostiene Di Mare. Che poi parla perfino di “tempi orribili, dove la verità è morta e annientata dalla velocità del web. Tutti dicono ‘niente censure io sto con Fedez’ ancora prima di conoscere le cose. E’ stato un danno gigantesco perché la bugia corre più veloce della verità”.

Oggi è arrivata anche la risposta dell’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, circa il contratto tra Rai e organizzatori del Primo Maggio richiesta della Lega. Salini ha spiegato che la iCompany, società individuata da Cgil, Cisl e Uil, è l’unica detentrice dei diritti di utilizzazione e sfruttamento del Concertone del Primo Maggio fino al 2023. E anche quest’anno è Rai3 ad aver acquisito i diritti di ripresa, ma è la iCompany a provvedere direttamente alla contrattualizzazione di autori, conduttori, cantanti e artisti sostenendo anche le spese legate all’allestimento del palco, delle aree accessorie ed a tutti gli altri oneri inerenti all’organizzazione dell’evento. Mentre è la Rai, acquisiti i diritti di ripresa, a provvedere alle riprese con personale (compreso il regista), dotazioni e mezzi di ripresa, quasi tutti coperti con risorse interne. E quest’anno il costo del contratto è inferiore di circa un quarto rispetto al valore dell’edizione 2019 e dimezzato rispetto al corrispettivo economico riconosciuto per l’edizione di 10 anni fa.

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