“La vicenda delle telefonate, il fatto che venga informata la Rai nella mail, che la vicedirettrice intervenga a un certo punto è una mescolanza di livelli di responsabilità che alla fine impedisce di avere certezze su chi ha la responsabilità finale della messa in onda”. Così Federico Fornaro di LeU intervenendo durante l’audizione in Commissione Vigilanza Rai dopo l’audizione di Franco Di Mare, direttore di Rai3, sul “caso Fedez” e su quanto accaduto al Concertone del primo maggio di Roma.

Fornaro poi, rivolto a Di Mare, sottolinea: “Se viene in una Commissione parlamentare e lancia accuse, dal suo punto di vista documentate, o ne trae conseguenze, o viene il dubbio che non si faccia l’ultimo passo perché fino in fondo non si ha ragione”.

Quello che non torna, secondo Fornaro, è l’intervento della vicedirettrice al telefono con l’autore (cioè Fedez ndr.). “Non è la prima volta che un’artista salendo sul palco dice quello che pensa – continua – Ma io aggiungo ‘e se ne assume le responsabilità’. Parlare di sistema, non funziona. Perché da questo punto di vista non c’è un contesto corretto, se uno diffama ci sono le leggi dello stato che lo stabiliscono”. E conclude: “Il termine ‘censura preventiva’ non è scorretto, anche dopo la sua ricostruzione. Non doveva esserci alcun tipo di intervento, nel momento in cui la Rai interviene per voce del vicedirettore, comunque interviene in un ambito poco chiaro di responsabilità”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

M5s, tribunale Cagliari ferma ricorso di Crimi: ‘Non è rappresentante legale’. I 5 stelle: ‘Effetti limitati’. Ma gli ex vogliono chiedere i danni

next
Articolo Successivo

Se porte girevoli e conflitto di interessi non sono un problema per i partiti, devono intervenire i cittadini

next