Centinaia di militanti di estrema destra hanno ricordato anche quest’anno a Milano Sergio Ramelli, l’attivista del Fronte della Gioventù ucciso nel capoluogo lombardo 46 anni fa dopo un’aggressione di esponenti di Avanguardia Operaia. Niente corteo a causa delle regole anti Covid, ma braccia tese, saluti romani e poche mascherine tra i tanti che sono arrivati per partecipare al rito del “presente”.

I manifestanti si sono ritrovati a partire dalle 18 in tre luoghi non distanti dalla via dove sorge il murales per Ramelli, in via Paladini, luogo in cui è stato ucciso. Il presidio è stato organizzato anche in ricordo di Carlo Borsani, fascista ucciso dai partigiani il 29 aprile del 1945, e Enrico Pedenovi, consigliere provinciale dell’MSI assassinato nel 1976.

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