I 12 club più ricchi d’Europa hanno assestato il primo colpo, ora l’Uefa prepara la sua reazione: venerdì il Comitato straordinario deciderà se escludere immediatamente dalle semifinali di Champions ed Europa League le squadre che hanno aderito al progetto della Super League, la nuova competizione gestita dalle società che unirebbe i team più blasonati del Vecchio Continente. Significa che Real Madrid, Chelsea, Manchester City, Manchester United e Arsenal rischiano di non giocare le partite in programma tra fine aprile e inizio maggio. Solo Psg, Roma e Villareal sono tranquille. Ma il tempo stringe e andrebbe trovata una soluzione ad hoc: al momento quindi la via più probabile è una pesante sanzione pecuniaria.

Nulla però è da escludere nella guerra, appena cominciata, che deciderà il futuro del calcio. Oltre al muro contro muro, stanno pian piano prendendo piede anche le contromosse. La nuova Champions al via dal 2024, a 36 squadre e con 10 partite garantite, non basta ai top club e allora si fa spazio l’idea di ridurre i campionati nazionali (prevedendo ad esempio un girone a 16 squadre), per dare ancora più spazio nel calendario alle competizioni europee. Il presidente del Real Madrid e leader della Superlega, Florentino Perez, parla però di una soluzione che è l’unica per “salvare il calcio”. A fargli da controcanto c’è la visione opposta dell’amministratore delegato del Bayern Monaco, Karl-Heinz Rummenigge: “La mia speranza è quella di trovare ancora una soluzione, perché la Superlega danneggia tutto il calcio europeo”.

Di più, la soluzione “è ridurre i costi“, spiega Rummenigge in un’intervista al Corriere della Sera: “Con la Superlega i club cercano di risolvere il problema dei debiti, peggiorati con la pandemia. Ma la strada non può essere quella di incassare sempre di più e pagare sempre di più giocatori e agenti. Dobbiamo ridurre un po’ le cose, non metterne altre sul tavolo. Abbiamo esagerato con le spese: tutti, nessuno escluso. È il momento di fare un calcio meno arrogante“. L’amministratore delegato dei bavaresi ribadisce il concetto: “Tutte le aziende in Italia, Giappone, Germania o Usa pensano a ridurre i costi: solo nel calcio si pensa di risolvere tutto con l’aumento dei ricavi“. Il Bayern Monaco quindi si chiama fuori: “Non siamo dentro perché non vogliamo farne parte. Siamo contenti di giocare in Bundesliga, un business ‘pane e burro’, come dicono gli inglesi. Siamo contenti di fare la Champions e non dimentichiamo la responsabilità verso i nostri tifosi, che sono generalmente contro una riforma del genere. E sentiamo anche la responsabilità verso il calcio in generale”, conclude Rummenigge.

Florentino Perez pensa l’esatto contrario: “Parleremo con Uefa e Fifa, non so perché devono arrabbiarsi. La Uefa ha lavorato a un format (la nuova Champions League) che per prima cosa non ho capito e poi non produce il reddito necessario per salvare il calcio. Dicono che inizieranno nel 2024, ma con il modello attuale nel 2024 saremo morti. Ci sono club che hanno perso centinaia di milioni”, ha detto il presidente del Real Madrid ai microfoni di El Chiringuito Tv. “Quello che vogliamo è salvare il calcio in modo che per i prossimi 20 anni almeno possa vivere in pace. La situazione è molto drammatica“, ha aggiunto Perez.

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