Una decisione “inaccettabile”, una scelta “eccessiva” e “inappropriata”. L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte interviene nella querelle per il licenziamento di Riccardo Cristello, dipendente di ArcelorMittal, che l’azienda ha deciso di allontanare dopo un post in cui invitata a vedere la fiction Svegliati amore mio, trasmessa da Canale 5. Il leader del Movimento Cinque Stelle premette che “senza entrare nel merito o sindacare la legittimità giuridica del provvedimento” a suo avviso “la scelta adottata da Arcelor Mittal risulta eccessiva e inappropriata”. È “inaccettabile”, aggiunge, “essere licenziati per un post su Facebook, in particolare nel modo toccato a Riccardo Cristello”, anche se “i toni e le parole da lui usati possono essere discutibili”. In particolare, aggiunge, “non è accettabile in una realtà come quella di Taranto”.

“Come si fa a ignorare il contesto di esasperazione di una comunità che da tempo avverte l’ingiustizia di rimanere schiacciata dal dilemma ricattatorio tra la scelta del diritto alla salute e la scelta del diritto al lavoro?”, si chiede Conte. “Una comunità che ha subìto tanto e che aspetta da troppi anni risposte; e che oggi è fiaccata anche dalle conseguenze sociali ed economiche imposte dalla pandemia”, dice ancora. Quindi ricorda di aver “toccato con mano, in prima persona, quella rabbia e quella frustrazione in più occasioni, incontrando gli operai a Taranto”. Il dipendente licenziato, scrive l’ex presidente del Consiglio in un post sui social, “ha lanciato un grido che non possiamo ignorare o peggio soffocare”. Perché, dice, “non dobbiamo lasciare che sia punito quando invece è possibile e doverosa un’altra strada”.

L’augurio del leader M5s è “che i vertici dell’azienda possano rivedere la loro decisione e reintegrare” il lavoratore”. “C’è un percorso da continuare a Taranto. Ci sono progetti che abbiamo avviato negli anni di governo per riconvertire economicamente, socialmente e culturalmente il potenziale di un territorio denso di ricchezze”, dice ancora Conte elencando quanto messo in campo durante i due governi che ha guidato. “Anche quando le parole e gli sfoghi sono duri – conclude – comprendere le ragioni di chi vive ogni giorno quella sofferenza è il primo passo per voltare realmente pagina”.

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