Siamo agli sgoccioli. Davvero in tutti i sensi, a cominciare dai serbatoi degli aerei che rischiano di restare vuoti a poche settimane dall’avvio della stagione estiva. Ma è agli sgoccioli anche la pazienza dei dipendenti Alitalia, temporaneamente quasi senza stipendio e oggi di nuovo in piazza, che chiedono almeno chiarezza sul futuro che li attende. Governo e Commissione torneranno oggi a confrontarsi sulle condizioni per l’ennesimo intervento pubblico a sostegno della compagnia. ” – “Tutto quello che è possibile, sarà fatto e se non si arriverà ad un compromesso ragionevole in termini di prospettive industriali di sostenibilità, il governo non lo accetterà“, ha detto questo pomeriggio il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, alla Camera. “La norma che consente allo Stato di ristorare le compagnie aeree, previo passaggio alla Commissione europea, deve essere interpretata in modo flessibile e ragionevole perché chi lavora ha diritto alla retribuzione e questo dovrebbero capirlo anche in sede di Commissione europea” ha aggiunto il ministro sottolineando che “i fondi dei prestiti ponte sono praticamente esauriti”.

La Commissione Ue attende ancora molte risposte dal governo su Alitalia per poter valutare la discontinuità economica della newco Ita e la strada da fare nei negoziati è ancora molta. E’ quanto si apprende a Bruxelles da fonti vicine al dossier a proposito di una nuova richiesta di informazioni inviata dall’antitrust Ue a Roma. Non si tratta di nuove chiarimenti ma delle stesse domande già poste nei mesi scorsi da Bruxelles, che sono rimaste fin qui senza risposta, spiegano le stesse fonti, ribadendo che i nodi da sciogliere sulla discontinuità sono sempre gli stessi: il perimetro aziendale, la riduzione di asset, personale e slot. Il governo italiano può fare le proposte che più ritiene opportune su Alitalia, da parte della Commissione europea non c’è alcun paletto in questo senso, ma spetta al governo italiano mettere sul tavolo un eventuale piano b, aggiungono le stessi fonti.

Dichiarazioni accolte con stupore da parte di Alitalia/Ita e di tutti gli attori in campo. Fonti italiane vicine al dossier sottolineano infatti che l’Italia ha dato ogni volta risposte puntuali alle oltre 200 domande dei funzionari europei con 35 documenti e 10 call. Totale disponibilità quindi verso l’Unione europea, ribadiscono le stesse fonti, ma le domande – affermano – sono spesso ripetitive e a volte poco pertinenti con il risultato di un’enorme quantità di tempo sprecato in una situazione sempre più grave.

L’Italia ha già stanziato 3 miliardi di euro ma i paletti della Ue sono strettissimi. Secondo sindacati, e molti osservatori, troppo stretti. Se pienamente rispettati nascerebbe una ” compagnia tascabile” incapace di sopravvivere da sola e obbligata a cercare riparo sotto le ali di uno dei big europei, Lufthansa o Air France-Klm. La flotta verrebbe più che dimezzata, così come il personale che scenderebbe da 11mila a 4.500 addetti. Inoltre la mini Alitalia dovrebbe esternalizzare manutenzione e handling (servizi di terra) e cedere una parte degli slot (diritti di decollo e atterraggio) che possiede sull’aeroporto di Milano Linate. Non si capisce bene quale sarà il destino del programma Millemiglia, che non dovrebbe passare alla nuova compagnia. Almeno per due anni simbolo e nome Alitalia dovranno sparire dalla vista dei passeggeri sostituiti da “Ita” a dimostrazione di una “discontinuità” rispetto al passato. Roma prova a mediare, alzando un po’ l’asticella.

Una decina di aerei in più, qualche slot ceduto in meno, una soluzione ibrida per la manutenzione. Anche se accolte non sembrano proposte risolutive per il futuro della compagnia. Nel frattempo secondo indiscrezioni di stampa, l’Ue si preparerebbe a lanciare un’altra cannonata contro Alitalia. Sarebbe infatti a breve una maxi multa dell’Antitrust per gli aiuti (1,3 miliardi di euro) ricevuti tra il 2017 e il 2019. Uno scenario che stride con l’atteggiamento della commissaria europea Margethe Vestager che ha dato via libera, senza pensarci troppo e senza stare troppo a guardare i bilanci, ai maxi salvataggi di Lufthansa ed AirFrance. La compagnia tedesca ha ricevuto 9 miliardi di euro da Berlino, Air France più di 10 e l’Eliseo ha da poco portato la sua quota nel capitale del vettore francese a ridosso del 30%. “Prima della pandemia loro non erano in crisi”, taglia corto la Commissione. Alitalia invece di soldi non ne ha davvero più.

L’azienda non anticipa più la Cig ai dipendenti che devono quindi attendere l’Inps e che, questo mese, hanno ricevuto buste paga in molti casi da poche decine di euro. La situazione di Alitalia “è estremamente delicata, complessa ed emergenziale, ha esaurito le risorse finanziarie a sua disposizione”, hanno affermato questa mattina i rappresentanti della Fnta, Federazione nazionale del trasporto aereo, in audizione alle Commissioni riunite Trasporti e Attività produttive della Camera, sottolineando che “va garantita la continuità dell’azienda”. Poi la newco di Alitalia “deve avere 100-120 aerei come minima soglia di sostenibilità e già dal 2022, quando si prevede una ripresa del mercato”, hanno spiegato. “Qualsiasi progetto va bene purché sia attuato rapidamente e dia garanzie e prospettive”, hanno aggiunto ma specificando che “l’atteggiamento che il governo dovrebbe tenere è un atteggiamento fermo e determinato, rifiutando atteggiamenti ingiustificatamente discriminatori o addirittura dilatori da parte della Ue”.

Sulla questione di Ita sia il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Enrico Giovannini, sia Giorgetti sono dello stesso avviso “chiudere presto con condizioni industriali non per la tenuta, ma per il rilancio della compagnia. Quindi le cose che noi diciamo sono condivise anche da loro. Speriamo che questa cosa sia fatta presto e bene”, ha affermato il segretario generale Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, al termine dell’incontro con il ministro dello Sviluppo economico. “Non possiamo continuare ad apprendere notizie sul futuro di Alitalia in maniera indiretta e spesso discordanti tra loro. L’esasperazione delle lavoratrici e dei lavoratori della compagnia è alle stelle” dice Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit-Cisl, aggiungendo che: “Anche alla luce del troppo severo atteggiamento dell’Unione europea nei confronti di Alitalia, riteniamo che vada posto fine a questo stillicidio e che si debba aprire un confronto permanente per monitorare e risolvere la situazione con i Ministeri competenti”.

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