Un piccolo segnale di rinascita nel cuore dell’Italia anche se non è Italia. Da lunedì, a San Marino i ristoranti resteranno aperti anche la sera e dal 26 aprile sarà abolito il coprifuoco, passando prima alle 22, poi tra una settimana a mezzanotte, per poi cessare completamente. San Marino sarà così l’unico luogo della penisola dove si potrà cenare al ristorante. Il nuovo decreto del Governo rimarrà in vigore fino al primo maggio e introduce anche una serie di misure graduali per allentare le restrizioni alla mobilità interna e alle attività commerciali. Da lunedì i centri commerciali potranno rimanere aperti anche nel weekend. Con lo stop al coprifuoco, il 26 aprile, riaprono cinema e teatri.

San Marino sta correndo sui vaccini forte dell’ultima fornitura ricevuta di Sputnik da 37mila dosi e lunedì potranno prenotarsi tutti i maggiorenni senza differenziazione di fasce di età. Nonostante, la massiccia immunizzazione che l’Iss prevede completa entro maggio con il 70% della popolazione vaccinata, dai banchi dell’opposizione parlamentare sono molti a ritenere che le aperture siano premature e dettate solo dalla volontà del Governo di zittire le voci sul “brindisi-gate” di via Giacomini, dove il primo aprile scorso otto Consiglieri di maggioranza, il segretario di Stato alla Sanità, Roberto Ciavatta, hanno brindato ai nuovi Capi di Stato nel retro di una macelleria dove in serata era dovuta intervenire la Gendarmeria. Un’iniziativa bollata come “inopportuna” dal Governo visti anche i sacrifici chiesti a tutti i cittadini.

A maggio quando il 70% dei sammarinesi sarà vaccinato, in prevalenza con lo Sputnik, il territorio non potrà dirsi Covid free se ogni giorno sarà comunque raggiunto da 6000 lavoratori italiani non vaccinati. Per questo motivo il Governo sammarinese si sarebbe detto disponibile a procedere alla vaccinazione dei frontalieri, cittadini italiani con Pfizer, e non con Sputnik pur avendo dosi in eccedenza, perché non approvato da Ema e da Aifa. E come è noto, il vaccino Pfizer viene fornito al Titano in base ad un accordo con Roma e quindi con le tempistiche italiane.

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