“È assolutamente vero che qualcosa non funziona. Sono stato il primo a criticarlo, ma io sono qui a vaccinare, non a sistemare la parte informatica della Regione Lombardia”. Il coordinatore del piano vaccinale, Guido Bertolaso, scarica la responsabilità del caos sulle vaccinazioni anti-Covid su Aria, dei cui vertici il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha chiesto le dimissioni. Intervenendo a Mattino Cinque, l’ex capo della Protezione civile ha assicurato che “quando questa parte informatica lavorerà perfettamente, qui vaccineremo più velocemente che nel resto d’Europa”, sottolineando, quasi riprendendo le raccomandazioni più volte esplicitate dal commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo, che nella sua regione “non è stata sprecata nemmeno una fiala”. Anche se si lamenta per gli scarsi poteri conferitigli: “Qui non sono nessuno, non posso firmare un pezzo di carta, non posso stanziare un euro. Dovrei stare all’ultimo piano di Palazzo Lombardia a dire cosa mi sembra giusto o sbagliato. Invece sono qui a incastrare numeri. A rispondere ai cittadini. Con un po’ di autorevolezza, ma senza autorità”. Una situazione, quella che si sta creando intorno all’Azienda regionale per l’innovazione e gli acquisti, che ha attirato anche le rivendicazioni dell’ex assessore al Welfare, Giulio Gallera, che in un’intervista a La Stampa ha dichiarato: “Il tempo è galantuomo e mi ha restituito un po’ di giustizia. Aria si è rivelata inefficiente”.

Bertolaso: “Media delle vaccinazioni in Lombardia uguale al resto d’Italia”
Il funzionario ha poi sostenuto che “in Lombardia si sta vaccinando in media con le vaccinazioni di tutta Italia, basta guardare i numeri. Sono state inoculate 7,5 milioni di dosi di vaccino, in Lombardia ne abbiamo fatte 1,3 milioni. La Lombardia rappresenta il 16% dell’Italia, le dosi di vaccino che abbiamo fatto in Lombardia rappresentano il 18% dell’Italia, quindi i numeri confermano che la Lombardia, se non prima in classifica, è ben al di sopra della media rispetto al resto d’Italia“. E parlando al Corriere della Sera ha promesso che “entro l′11 aprile tutti gli over 80 saranno vaccinati. Il piede è sull’acceleratore”.

Dopo aver sottolineato le responsabilità di Aria, però, Bertolaso dice di non poter essere “mai soddisfatto quando si cambia qualcuno che corre insieme con me per vincere questa sfida. Sarei stato soddisfatto se, al mio arrivo, avessi trovato una struttura che si occupava dell’informatica e delle prenotazioni che funzionasse come mi aspettavo che dovesse funzionare in Lombardia. Se fossi stato un genio dell’informatica, i problemi di prenotazione che abbiamo vissuto non sarebbero accaduti. Purtroppo di informatica non capisco assolutamente nulla, quindi quella è la mia grande vulnerabilità. Mi scuso con tutti per non essere un grande informatico”. Ma guai a parlare di sabotaggi: “Lo escludo nel modo più assoluto. Di fronte a questa pandemia, se ci fosse qualcuno che ha voglia di sabotare sarebbe semplicemente un criminale, perché questa pandemia non ha nessunissimo colore politico – ha aggiunto – Siamo tutti concentrati nel vincere questa sfida e se c’è qualcuno che vuole entrare a gamba tesa lo fa sapendo di creare un danno enorme a tutto il Paese e non certo a una persona, un individuo o una componente politica. È solo una questione di organizzazione che non è ancora al livello che si aspettavano i lombardi”.

Gallera: “Aria non all’altezza, fu fortemente voluta dalla Lega”
Più dirette le critiche di Gallera che, nel tentativo di togliersi di dosso le responsabilità che gli sono state attribuite negli scorsi mesi, punta il dito contro l’Azienda regionale e la Lega che l’ha voluta nel 2019: “C’è questa società, Aria, fortemente voluta dall’assessore Caparini e dalla Lega che si è dimostrata una realtà non efficiente e al di sotto delle aspettative. Il management non si è dimostrato all’altezza”, ha dichiarato prima di iniziare con le rivendicazioni. “Il tempo è galantuomo e mi ha restituito un po’ di giustizia”, ha osservato convinto di non aver “nulla da rimproverarmi, il sistema ha fatto il massimo possibile di fronte a una pandemia senza precedenti. Alla fine l’unico problema oggettivo che ho avuto io è stato quello dei vaccini antinfluenzali”. E anche in quel caso, sostiene, “l’errore è stato negli acquisti”, di cui è responsabile Aria. “Erano come sempre decisi dalla società Aria – ha sottolineato – che aveva sbagliato completamente il percorso di acquisizione a febbraio proponendo una gara con un prezzo senza senso a cui non aveva partecipato nessuno. Ad aprile, sbagliando di nuovo, poi strapagando i vaccini che comunque erano pochi e non si trovavano”.

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