Una caduta di cenere e lapilli di questa portata molti nemmeno la ricordano. Passati alcuni giorni dall’eruzione dell’Etna di domenica mattina, i Comuni pedemontani devono fare i conti con la pulizia straordinaria di strade e tetti. Tra le zone maggiormente colpite dall’emergenza c’è Giarre con i suoi quasi 28mila residenti. “Ci sono sei chilogrammi di cenere per ogni metro quadrato – spiega al fattoquotidiano.it il sindaco Angelo D’Anna – In base ai nostri calcoli, in circa 45 minuti è caduto un quantitativo di materiale equiparabile alla raccolta dei rifiuti che facciamo in un anno”.

Per pulire le strade principali, l’amministrazione ha dovuto fare ricorso a incarichi di somma urgenza, affidandosi a diverse ditte private che mettono a disposizione uomini e mezzi, in particolare spazzatrici e camion. La cenere finisce in delle aree di raccolta da dove poi dovrà essere smaltita come rifiuto speciale. Per il momento, le scuole restano chiuse in attesa che i lavori di pulizia vengano completati: “Ho circa 8000 alunni che sono a casa – lamenta il primo cittadino – Ma se non si creano le condizioni minime di sicurezza non posso consentire la ripresa delle attività didattiche”.

Domenica c’è stato anche un sopralluogo della Protezione civile regionale e del presidente della Regione Nello Musumeci che ha dichiarato lo stato di crisi e chiesto a Roma quello d’emergenza. I sindaci però non hanno ancora ricevuto nessun aiuto economico e sono stati costretti a impegnare i fondi comunali in bilancio nonostante l’eruzione sia cominciata ormai a metà febbraio e sia stata spesso accompagnata dalla caduta di cenere.

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