È disponibile invece sulle piattaforme Chili e #IoRestoInSALA Tensione superficiale, opera prima di Giovanni Aloi, che per questa sceneggiatura cruda e senza fronzoli è stato affiancato da Heidrun Schleef e Nicolò Galbiati. Dopo la boss in ascesa di Gomorra, vediamo Cristiana Dell’Anna nei panni di una giovane donna delle pulizie piegata dalla vita. Pur di mantenere il figlio dodicenne continuando a vivere vicino alla casa di un padre sentimentalmente ambiguo e distaccato scende a troppi compromessi. Ci troviamo tra le montagne innevate intorno al lago di Resia, paesaggio immobile e spaventosamente bello, un po’ come la vita in certe piccole comunità. Ma il rischio forte è la reputazione attaccata dalle malelingue. Per questo motivo, per la protagonista la chiave di volta potrebbe essere il nuovo lavoro di frontaliera del sesso in un hotel di prostitute nella vicinissima Austria.

Basato più sui silenzi nevosi affidati agli stessi paesaggi che su una aperta messa in scena delle emotività dei personaggi, Tensione superficiale lavora internamente allo spettatore, offre dettagli asciutti, poche spiegazioni e meno soluzioni ancora, lasciandoci con un dramma apparentemente incompleto ma profondamente significativo rispetto a un aspetto drammatico della condizione di madre e lavoratrice moderna.

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