E a Scandicci, il collegio di Matteo Renzi, come è stata presa la decisione del loro senatore, capo indiscusso di Italia Viva, di abbandonare il governo Conte? Pare non bene, a giudicare almeno da quanto scrive il sindaco della città alle porte di Firenze. Al Tirreno di Livorno che aveva titolato “Lo sciamano di Scandicci” un articolo sulla rottura di Italia Viva, il sindaco Sandro Fallani ha scritto una lunga lettera per lamentare il fatto che la sua “sia una città molto nominata in questi ultimi tre anni e che queste ore ha praticamente invaso giornali, radio e televisioni”. Il riferimento è a Renzi, il senatore di Scandicci, appunto. Una presenza evidentemente ingombrante. Presenza. Per modo di dire. Scrive infatti il sindaco al Tirreno: “Del senatore, ne sappiamo molto poco, perché semplicemente da queste parti si è visto molto poco. Al massimo abbiamo avuto un “sentore” di lui in qualche limitata circostanza, come dire che a volte una vocale in meno chiude un’analisi. Peraltro questo non rappresenta un’anomalia, né una colpa, perché tantissimi fra deputati e senatori si fanno vedere pochissimo nei territori dove sono stati eletti, né i suoi predecessori erano particolarmente presenti in città”. Dunque Scandicci – così almeno scrive il sindaco – non vuole essere accostato al senatore Renzi. “Silenziosamente c’è un vero e proprio “signore di Scandicci” dai modi impacciati e dallo sguardo idealista e romantico sul mondo che ci ha sempre creduto anche quando eravamo periferia del mondo: è il Bobo di Sergio Staino, vera anima cittadina”, conclude il sindaco Fallani.

Il riferimento a Staino non è casuale. Anche il vignettista ha deciso di manifestare il proprio disappunto sul suo blog, accompagnando la riflessione con una bella vignetta: “In questi giorni il nome di Scandicci appare da tutte le parti a fianco di quello del nostro senatore Matteo Renzi. In effetti la cosa non è vissuta molto bene dalla cittadinanza e la paura di passare alle cronache per l’unico fatto di essere il luogo in cui è stato eletto Renzi si diffonde in tutto il territorio”, scrive il padre di Bobo, il personaggio delle sue vignette. Scandicci, è un paesone di 50mila abitanti, alle porte di Firenze (12 chilometri di distanza), tradizione di sinistra e primo polo pellettiero d’Europa con oltre 5mila aziende. Qui abita Staino, che nel novembre scorso è uscito per Rizzoli con il libro Quel signore di Scandicci. E a Bobo la decisione di Renzi di rompere con il governo di Conte non poteva piacere. Così ieri ha scritto una lettera critica nei confronti del discusso senatore: “Ho avuto anche l’esperienza personale di una cittadina che conoscevo di vista e che si è messa a piangere di fronte a me per la vergogna che questo distruttore di governi progressisti fosse targato appunto Scandicci”.

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