Cadde sulle rotaie del tram, mentre il mezzo era fermo alla pensilina per far scendere i passeggeri. Provò a rialzarsi, ma inciampò di nuovo e rimase a terra. Il tram ripartì, la investì e la uccise. Kim Jung Eun aveva 20 anni e arrivava dalla Corea del Sud. L’incidente avvenne a Milano il 10 febbraio dell’anno scorso in piazza Oberdan a Milano. Il pm Ilaria Perinu ha chiesto l’archiviazione dell’indagine sostenendo che il conducente non poté evitare l’incidente perché la ragazza ebbe un “comportamento imprevedibile e repentino” dovuto “allo stato di ubriachezza”. Ma tra i documenti, mancano sia l’esame tossicologico della ragazza, che non è stato richiesto dalla pm, sia una perizia tecnica per accertare la visuale del conducente secondo quanto racconta la famiglia di Kim Jung Eun, che chiede di “conoscere la verità e avere risposte”.

“Non vogliamo attribuire colpe ma solo scoprire la verità – dicono i genitori –. Al posto di nostra figlia poteva esserci un anziano o un bambino. Se il conducente stava guardando avanti quando ha rimesso in marcia il tram e non ha visto nostra figlia, è anche ipotizzabile che il tram abbia un angolo cieco. Se così fosse, si dovrebbe riflettere sulla sicurezza dei mezzi pubblici e della città di Milano”. Per questo la famiglia si è opposta all’archiviazione, chiedendo che venga eseguita una perizia tecnica per accertare se il conducente abbia attuato tutte le misure di sicurezza prima di ripartire e per rilevare se dalla sua posizione potesse vedere la ragazza, evitandone la morte. Oggi 14 gennaio ci sarà l’udienza del gip che deciderà se archiviare o chiedere nuovi accertamenti alla procura.

La ragazza si era trasferita a Londra per studiare Fashion design e viveva lì da circa un anno. Quello a Milano era il suo primo viaggio all’estero: si trovava in città con le amiche per un weekend di vacanza. L’incidente è stato ripreso dalle telecamere del tram e ricostruito dalla richiesta di archiviazione, che ilfattoquotidiano.it ha avuto modo di visionare. I video mostrano la ragazza percorrere tutta la banchina e posizionarsi davanti al tram fermo per attraversare i binari. Durante l’attraversamento inciampa sulle rotaie e cade. Prova a rialzarsi, ma perde di nuovo l’equilibrio e si accascia a terra. La scena si svolge quando la fase di discesa e salita dei passeggeri è già finita. Dopo la chiusura della porte, il tram resta fermo per qualche secondo. Poi riparte, schiacciando la ragazza.

Nelle motivazioni della richiesta di archiviazione, si cita la testimonianza dell’oste del ristorante dove le tre ragazze avevano cenato. L’uomo ha raccontato che le giovani avevano ordinato un piatto di pasta, una fiorentina e tre bottiglie di vino e che lui stesso aveva espresso preoccupazione per l’ingente dose di alcol consumata. C’è anche la testimonianza di una passeggera del tram che riporta che le ragazze sembravano ubriache. Ma l’esame tossicologico della giovane non è stato richiesto: il medico legale che ha fatto l’autopsia ha prelevato i campioni per eventuali esami tossicologici, ma l’istanza di esame manca agli atti.

“Anche ammettendo che fosse ubriaca, ciò non implica che l’incidente sia stato ‘repentino e imprevedibile’ – aggiungono i genitori – Come è testimoniato dalle telecamere del tram, Kim Jung Eun non ha fatto movimenti bruschi, stava camminando e ha provato a rialzarsi. Per di più il tram era fermo, non in corsa, ed è ripartito dopo un tempo considerevole”, affermano i parenti. Per questo la famiglia chiede che vengano condotte ulteriori indagini e che venga accertata la visuale del conducente. “Nostra figlia è morta all’inizio del suo sogno – aggiungono – La sua morte deve far riflettere tutti, soprattutto coloro che possono e devono intervenire per garantire la sicurezza dei mezzi pubblici”.

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