“Una serrata di Natale è inevitabile” per la Fondazione Gimbe. Continua a salire il numero dei decessi Covid: sono stati 4.617 i morti nell’ultima settimana, oltre 20.000 nell’ultimo mese e più di 31.000 quelli della seconda ondata dal 1 settembre. Numeri che portano l’Italia al primo posto in Europa per decessi totali da Covid 19, ovvero, 65.857, e per tasso di letalità, 3,5%. Nel nuovo monitoraggio dell’organizzazione indipendente di Bologna si sottolinea come questi dati “stridono” molto con le parole del premier Conte secondo cui “con misure calibrate e ben circoscritte stiamo reggendo bene questa seconda ondata“. In queste ore il governo però sta discutendo nuove misure che dovrebbero portare all’istituzione della zona rossa per tutta l’Italia in diversi giorni delle festività natalizie.

Nella settimana 9-15 dicembre diminuiscono del 17%, rispetto alla precedente, i nuovi contagi da Sars-Cov-2, passati da 136.493 a 113.182. Ma il rallentamento dell’incremento dei casi va di pari passo a una riduzione del 16% di quelli testati, passati da 551.068 a 462.645 (pari a 88mila tamponi in meno) e questo finisce per “sovrastimare gli effetti delle misure di mitigazione”. “Il bacino degli attualmente positivi – si legge – si svuota molto lentamente”: sono 667.303 rispetto a 737.525 della settimana precedente, con un calo del 9,5%, e in sei Regioni si registra addirittura un incremento. Dopo il picco del 22 novembre (805.947), i casi attualmente positivi sono diminuiti in 24 giorni del 20,8%, con una riduzione media giornaliera dello 0,9%. Ma con i numeri attuali “risulta ancora impossibile riprendere qualsiasi attività di tracciamento”.

Sul fronte degli ospedali, la settimana dal 9 al 15 dicembre ha visto diminuire i ricoveri con sintomi (27.342 rispetto a 30.081) e le terapie intensive (3.003 rispetto a 3.345). Ma la soglia di occupazione da parte di pazienti Covid, secondo dati Agenas, supera ancora i livelli di allerta in area medica in 10 Regioni e nelle rianimazioni in 14 Regioni. “In questo scenario – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – la serrata di Natale è l’unica possibilità per non affacciarsi al nuovo anno con ospedali ancora saturi e servizi sanitari che rischiano di andare in tilt per la coincidenza tra riapertura delle scuole, picco dell’influenza e avvio della campagna di vaccinazione anti-Covid. Non è più il tempo di giocare con i colori disorientando la popolazione, ormai stremata”.

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