Maradona ha ricevuto cure e soccorsi necessari? Questo cercherà di stabilire l’indagine aperta giustizia argentina. Secondo quanto riferito da un familiare all’Afp “ci sono già irregolarità”. A poche ore dalla morte di Diego Armando, l’avvocato e amico di Maradona, Matias Morla, aveva denunciato il fatto “che l‘ambulanza ha impiegato più di mezz’ora per arrivare alla casa” dove si trovava il paziente. Ha avvertito che sarebbe andato “fino alla fine”. Ma né lui né alcun membro della sua famiglia ha ancora presentato una denuncia”, ha detto una fonte giudiziaria all’AFP. Perché l’apertura dell’indagine? “Si tratta di una persona deceduta nella sua casa e nessuno ha firmato un certificato di morte. Questo non significa che ci siano sospetti di irregolarità”, ha aggiunto la stessa fonte.

Intanto la Procura della Città di Buenos Aires insieme alla polizia della capitale hanno effettuato ieri tre perquisizioni simultanee contro le tre persone che si sono fatte il selfie posizionandosi accanto alla bara ancora aperta con il corpo di Diego Maradona. Lo hanno riferito fonti investigative. I tre, licenziati in tronco, erano dipendenti della Funeral Home Sepelios Pinier ed era loro compito prendersi cura del cadavere dell’ex calciatore. Non sono stati arrestati perché quanto loro contestato non è comunque crimine che giustifica un provvedimento restrittivo ma saranno chiamati a testimoniare dalla Procura che li citerà in giudizio per profanazione di cadavere. Potrebbero essere accusati anche di violazione di “diritti molto personali”. Le immagini sono state scattate prima che la salma venisse velata e hanno fatto il giro del mondo. Ora si indaga sulla pubblicazione di questi selfie. Durante le perquisizioni personali la Polizia ha sequestrato tre telefoni cellulari, un laptop, una chiavetta USB e diverse magliette che corrispondevano agli abiti che indossavano gli indagati al momento dello scatto delle foto.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Non trova un taxi per tornare a casa, ruba un’ambulanza: foglio di via dal Comune di Treviglio

next
Articolo Successivo

Coronavirus, l’analisi della situazione epidemiologica: la diretta con Brusaferro e Locatelli

next