Quasi 67mila contagiati sul lavoro e 332 morti a causa del Covid-19: circa un terzo dei decessi sul lavoro complessivi. Sono i numeri contati dall’Inail tra l’inizio dell’anno e la fine di ottobre. I dati emergono dal decimo report nazionale elaborato dall’Istituto per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, pubblicato lunedì 23 novembre.

Nello specifico, ammontano a 66.781 i contagiati sul luogo di lavoro, quasi il 10% dei casi nazionali – secondo i numeri riportati dall’Iss – e il 15,8% del totale delle denunce arrivate all’Inail da inizio anno. Le persone morte dopo essersi ammalate sul lavoro sono 332, 13 in più rispetto al monitoraggio precedente, datato al 30 settembre: quattro decessi sono avvenuti a ottobre, mentre i restanti 9 sono riferiti a mesi precedenti, per effetto del consolidamento dei dati. I decessi rappresentano un terzo del totale di quelli denunciati in tutto l’anno e sono lo 0,9% dei morti Covid in Italia.

Come sottolineato dallo studio, l’analisi delle denunce mese per mese rileva che la maggior parte dei casi, il 70%, è concentrato a marzo e aprile, durante la prima ondata della pandemia. Segue poi un ridimensionamento a maggio e soprattutto nei mesi estivi di giugno, luglio e agosto, dove i casi mensili sono sempre al di sotto dei mille, probabilmente anche per effetto delle ferie per molte categorie di lavoratori. Ma da settembre si è registrato un nuovo aumento delle denunce, che hanno sfiorato i 1.700 casi. A ottobre, la seconda ondata ha avuto un impatto significativo anche in ambito lavorativo: sono stati 12mila i contagi denunciati, cifra destinata ad aumentare nella prossima rilevazione per effetto del consolidamento.

L’analisi dei contagi per professione conferma che la categoria più colpita è quella dei tecnici della salute, con il 39,3% delle infezioni denunciate e il 10% dei casi mortali. Circa l’83% riguarda gli infermieri, categoria seguita dagli operatori socio-sanitari (20%), dai medici (10,1%), dagli operatori socio-assistenziali (8,4%) e dal personale come ausiliari, portantini e barellieri (4,6%). I casi di contagio per le professioni sanitarie, che si erano progressivamente ridotti nelle prime due fasi dell’epidemia, sono risaliti nella terza fase, a ottobre.

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