Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scostamento di bilancio da 8 miliardi da votare in Parlamento giovedì prossimo, ma un terzo decreto ristori garantirà risorse immediate per chi ha chiuso nel passaggio delle Regioni all’arancione o al rosso. Con il decreto ter, il governo stanzia 2 miliardi. I fondi arriveranno alle aziende con l’ormai consueta erogazione dell’Agenzia delle Entrate. I soldi, nella gran parte dei casi, saranno quantificati in base alle somme già ricevute per le chiusure della scorsa primavera. Il decreto è costituito di soli 6 articoli e alla lista dei codici Ateco che ricevono aiuti perché in zona rossa si aggiungono i negozi di scarpe e accessori. I 2 miliardi complessivi prevedono inoltre un fondo da 400 milioni nel 2020 per consentire ai Comuni “di adottare misure urgenti di solidarietà alimentare“. Soldi che andranno erogati ai Comuni entro 7 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Arrivano inoltre 100 milioni in più a disposizione del commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri per “l’acquisto e la distribuzione sul territorio nazionale dei farmaci per la cura dei pazienti con Covid 19“.

“Così, in automatico, tutte le nuove Regioni che, dopo il decreto precedente, sono salite di fascia e non sono coperte dal fondo precedente, saranno automaticamente pagate”, ha spiegato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Alcune forze di maggioranza come Italia Viva e M5S hanno spinto affinché il decreto contenga il rinvio di alcuni adempimenti fiscali, prorogando la rata del 10 dicembre per i versamenti legati alla rottamazione ter, lo slittamento del termine del secondo acconto Irpef/Ires e di quello di invio della dichiarazione dei redditi, entrambi fissati al 30 novembre. “Altro fronte preso in considerazione è quello del rinvio dei versamenti contributivi”, avevano preannunciato i senatori pentastellati. Così, secondo quanto apprende l’Ansa, tra i provvedimenti che dovrebbero essere inclusi in un decreto Ristori quater, ci sarà anche la proroga di scadenze fiscali di fine anno per 4,8 miliardi.

Il terzo decreto di ristoro (che tecnicamente verrà fuso con i primi due tramite emendamento) si è riempito di nuove misure man mano che il tempo passava. Tra le risorse da inserire, su richiesta dello stesso premier Giuseppe Conte, i rimborsi per quei comuni che hanno anticipato i fondi per le emergenze alimentari. Le casse degli Enti locali, inoltre, piangono per le mancate entrate della tassa di occupazione del suolo pubblico. Si calcola che i fondi del decreto ristori ‘ter’ porteranno la spesa aggiuntiva di quest’anno vicina ai 100 miliardi richiesti dall’esecutivo. Una soglia ‘monstre’ in tempi normali, che verrà ulteriormente innalzata con lo scostamento di bilancio da 8 miliardi, “dentro dimensioni e limiti che non ci fanno uscire dagli obiettivi che ci siamo dati”, aveva però sottolineato il ministro dell’Economia. Una richiesta che Camera e Senato voteranno giovedì prossimo: servirà a finanziare quello che già si prefigura come un decreto ristori ‘quater’, che guarderà alla situazione pandemica del prossimo anno.

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