Lo spread Btp-Bund è scivolato oggi sotto i 120 punti base, segnando i minimi da aprile 2018. La differenza di rendimento tra un titolo decennale tedesco ed uno italiano si è ridotta fino a 117 punti (ossia l’1,17%) con interessi dei Btp a dieci anni scivolati allo 0,63%. Prosegue quindi il progressivo assottigliamento dei differenziali e dei rendimenti in atto dallo scorso maggio, vale a dire da quanto i paesi Ue hanno trovato un’intesa su una parziale condivisione dei rischi legati alla pandemia dando forma al Recovery fund. Più in generale a tenere bassi spread ed interessi sono anche i massicci acquisti di titoli di Stato (e obbligazioni) da parte della Banca centrale europea. Inoltre lo scenario di inflazione zero, se non blanda delflazione, che coinvolge la zona euro contribuisce alla compressione dei tassi.

Relativamente alla seduta di oggi gli investitori segnalano che i titoli di stato tornano a beneficiare delle incertezze dopo gli entusiasmi generati dalle notizie sul vaccino, che avevano provocato una corsa verso asset più rischiosi rispetto ai titoli di Stato. Il mercato sta inoltre prezzando aspettative crescenti per l’intervento atteso dalla Banca centrale europea al Consiglio direttivo del 10 dicembre, quando Francoforte dovrebbe annunciare ulteriori misure di sostegno all’economia.

Nei giorni scorsi anche i Btp a 5 anni erano scesi in territorio negativo, con rendimenti al di sotto dello zero, aggiungendosi così alle scadenze più brevi che già da tempo presentano il segno meno. In paesi con Germania o Francia sono ormai in negativo anche i titoli con durata fino a 30 anni. In questo scenario il Tesoro ha concluso oggi il collocamento della seconda tranche del Btp Futura raccogliendo 5,7 miliardi di euro. Si tratta di un Btp destinato ai piccoli risparmiatori con scadenza di 8 anni (10 anni nella prima tranche). Con la prima tranche collocata lo scorso luglio il Tesoro aveva raccolto 6,1 miliardi. I rendimenti del titolo saranno dello 0,35% per i primi 3 anni, dello 0,6% dal quarto al sesto anno e dell’1% negli ultimi due anni di durata del bond.

L’incasso non è stato spettacolare. Alla vigilia della prima tranche le aspettative erano per un risultato più consistente mentre in questo secondo collocamento la raccolta è stata più o meno in linea con le previsioni. “Sono numeri nella parta alta delle attese”, ha detto all’Ansa una fonte finanziaria. “I tassi del resto sono molto bassi e non era scontato convincere molti sottoscrittori. “Siamo a quasi 12 miliardi di raccolta in due emissioni di un titolo nuovo, generalmente l’impressione è che la strategia di coinvolgere il retail funziona”, dice la fonte. Le vendite si sono concentrate nelle prime giornate e sono andate via via riducendosi nel corso della settimana.

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