Quanto durano gli anticorpi sviluppati da chi è guarito da Covid? Se qualche mese fa si ipotizzava addirittura una patente d’immunità, adesso la scienza inizia a fornire qualche risposta. Secondo un nuovo studio pubblicato su Nature Microbiology la risposta immunitaria a Sars-CoV-2 diminuisce nei tre mesi successivi all’infezione e dipende dalla gravità della malattia. Lo studio del King’s College di Londra, che fornisce informazioni sulla risposta dell’organismo al virus, ha notevoli implicazioni per la progettazione del vaccino e la gestione della malattia. Sebbene le persone infettate da Sars-CoV-2 generino una risposta immunitaria al virus, la durata è incerta e non è ancora chiaro per quanto tempo si è protetti, anche se sono stati registrati casi fino a 94 giorni.

Il team di Katie Doores ha studiato la risposta anticorpale di 59 pazienti e 37 operatori sanitari presso la Guy’s and St Thomas’ Nhs Foundation Trust di Londra per tre mesi dopo l’insorgenza dei sintomi. Ebbene, la risposta anticorpale ha raggiunto il picco circa un mese dopo la comparsa dei sintomi, prima di iniziare a diminuire. Inoltre le persone che avevano avuto una forma di Covid grave hanno generato la risposta anticorpale più forte e, sebbene questa risposta sia diminuita nel tempo, gli anticorpi neutralizzanti erano ancora rilevabili più di 60 giorni dopo l’inizio dei sintomi. Anche le persone con una malattia più lieve hanno generato una risposta immunitaria, ma è stata ridotta ed è diminuita più velocemente. Alcuni operatori sanitari, ad esempio, non hanno avuto una risposta immunitaria rilevabile nello stesso periodo di follow-up. Lo studio suggerisce dunque che le persone che soffrono di una forma di Covid-19 più grave possono essere protette per periodi più lunghi rispetto alle persone che manifestano sintomi più lievi. Inoltre, la cinetica della risposta è simile ad altri coronavirus stagionali endemici. Gli autori fanno notare dunque che i futuri vaccini anti-Covid dovranno generare una risposta immunitaria robusta e duratura simile a quella generata nei pazienti gravemente malati e che potrebbero essere necessari dei richiami per fornire una protezione duratura.

L’abstract dello studio

Memoriale Coronavirus

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