La priorità è la lotta al Coronavirus e la sanità, la difesa di noi stessi e della sanità pubblica. In Sardegna siamo riusciti a far passare sei mesi di pandemia senza che nulla cambiasse. Nel frattempo, però, proviamo a tenere d’occhio anche tutto il resto.

La prima commissione del consiglio regionale sta esaminando il disegno di legge “Norme urgenti per il rilancio delle attività di impulso, coordinamento ed attuazione degli interventi della Giunta regionale e di riorganizzazione della Presidenza della Regione […]”, proposto dalla Giunta. Si istituiscono i dipartimenti, quelli della legge regionale 1 del 1977, una legge fresca ed innovativa. I dipartimenti rimangono quelli del 1977 nonostante il presidente nelle sue dichiarazioni programmatiche abbia parlato, e scritto, di altri dipartimenti. Lo si è scritto anche nel “Programma regionale di Sviluppo” (Prs).

Il Prs ha anche un valore amministrativo. Si è cambiato opinione? I dipartimenti sono un ulteriore livello di direzione gerarchica della struttura regionale. I dipendenti rimangono gli stessi (molti stanno andando in pensione) e però si istituisce un ulteriore livello gerarchico, con tanti posti dirigenziali (da prendere dall’esterno) e sempre meno dipendenti da dirigere.

Peccato per i concorsi che non si fanno, né quelli interni né quelli esterni, né per istruttore e neanche per funzionario, e per la verità neanche quelli per dirigente. Peccato per il rapporto dirigenti/dipendenti, che è uno dei più alti di tutte le pubbliche amministrazioni.

Oltre i direttori dei dipartimenti, che avrebbero funzioni di direzione delle attività e del personale (ma allora i direttori generali degli assessorati cosa fanno?), si istituisce il Segretario generale, sovraordinato rispetto al direttore generale della Presidenza, il quale dovrà dirigere l’insieme del comparto regione. A proposito, il direttore generale della Presidenza sarà diretto da un direttore di dipartimento o sarà autonomo?

A zia Maria forse non interessano questi aspetti, a meno che qualcuna/o riuscisse a spiegarle che da questi ingolfamenti, da queste doppie e triple competenze che si incrociano, nascono le lentezze, le corruzioni. Ma sarà sicuramente interessata alle poltrone. Poltrone, poltrone, poltrone. Una orgia di poltrone, di posti che vengono creati, di consulenti, esperti, dirigenti che studiano e non dirigono, uffici di gabinetto che si allargano, sino alla perla.

Siamo all’art. 7, al comma che regolamenta l’ufficio di staff tecnico del presidente: per ogni direzione generale o ufficio di pari grado della presidenza della regione nello staff del presidente ci sarà un consulente. Se per direzione generale si intendono quelle del Sistema regione, superiamo i 30 consulenti. 30 consulenti! Ma Giuseppe Conte quanti consulenti ha? Ursula Von Der Leyen quanti consulenti ha?

Non basta allargare gli uffici di Gabinetto degli Assessorati (uffici di gabinetto di 12 componenti con assessorati, spesso, di 80-90 dipendenti). Non basta istituire il “Servizio studi regionale” ed allargare l’Ufficio di Gabinetto sino a trasformarlo in una grande corte, con uffici di supporto, segreterie e cerimoniale. No, aggiungiamo un ufficio di staff tecnico con decine di donne e uomini pagati da noi.

Quanto costa tutto questo? Perché non ci sono le risorse per la sanità, per il rinnovo del contratto dei dipendenti regionali, per le assunzioni, e ci sono i soldi per tutto questo? I costi aumentano ma i vantaggi quali sarebbero? I dipendenti regionali cosa ne pensano? I consiglieri regionali cosa ne pensano? I sardi cosa ne pensano?

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