Da click day a click never. La Regione Siciliana incassa l’ennesimo fallimento e getta la spugna. Per i contributi destinati alle imprese risucchiate dalla crisi dovuta al lockdown non ci sarà nessuna corsa basata sulla velocità delle dita e sull’affidabilità delle connessioni internet. La nuova procedura telematica BonuSicilia sul sito web SiciliaPEI sarebbe dovuta scattare domani a partire dalle 9 dopo il clamoroso flop di lunedì, quando la piattaforma è andata in tilt pochi attimi dopo il via libera. Sul tavolo 125 milioni di euro destinati alle piccole e medie imprese siciliane con finanziamenti, per singole realtà, compresi tra 5mila e 35mila euro. Ad annunciare la resa, in una conferenza stampa congiunta, sono stati l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano e quello al Bilancio, e vicepresidente della Regione, Gaetano Armao. Il motivo? Il rischio era di fare l’ennesima figuraccia.

Telecom ha riconosciuto di non essere nelle condizioni di dare certezze per procedere in condizioni di sicurezza”, sottolinea Turano. Lo spartito di tutta la conferenza stampa è proprio quello delle accuse al gestore di telefonia. Individuato dalla Regione, già lunedì, come l’unico responsabile del disservizio. Il contratto con gli uffici di Palermo però, almeno per il momento, rimarrà in vigore, nonostante gli scenari annunciati da un furioso presidente della Regione Nello Musumeci. Pronto a “rescindere l’accordo con Tim se esistono le condizioni”, aveva detto dopo la debacle. Più cauta la posizione dell’assessore Turano, anche perché la Regione dovrà essere nelle condizioni di potere accedere al database con le domande di finanziamento caricate dagli imprenditori.

Adesso, messo in archivio il click day, i soldi messi a disposizione dalla Regione per le imprese verranno erogati con un metodo a pioggia. Accontentare tutti ma in misura inevitabilmente ridotta. Niente più fasce di finanziamento ma una quota di circa 2mila euro a impresa. Frutto della divisione dei 125 milioni di euro previsti a fronte di circa 56mila imprenditori accreditati per la partecipazione alla corsa al click. La procedura iniziale prevedeva invece uno stop all’accettazione delle istanze da parte della piattaforma telematica al raggiungimento di un totale di richieste, pari al 120 per cento dell’importo stanziato. Ad oggi, però, non sono ancora chiare le tempistiche per l’erogazione dei contributi. “Abbiamo i soldi – spiega ancora Turano – e vogliamo darli davvero agli imprenditori. Stiamo però cercando un modo per spenderli”.

Quello di oggi è l’epilogo di uno scenario in parte già previsto. “Un disastro annunciato”, lo hanno bollato i deputati regionali del Movimento 5 stelle. Gli stessi che chiedono la testa dell’assessore Turano. “Lo avevamo avvisato da mesi – spiegano – ma non è successo niente. Anzi, con superficialità e arroganza, il governo Musumeci è andato avanti su questa linea”. Proprio i pentastellati nei giorni precedenti al click day avevano gettato ulteriori ombre sulla procedura, denunciando alcuni presunti casi di data breach su segnalazioni di alcuni imprenditori, che si erano ritrovati davanti i dati sensibili di altre imprese dopo aver fatto accesso al proprio profilo. La Regione però aveva smentito ogni ipotesi di violazione della privacy. È l’ennesima batosta in una Regione che con i click day non ha mai avuto un buon rapporto. Il tracollo più noto resta quello andato in scena durante il governo guidato dal presidente Rosario Crocetta. All’epoca di mezzo non c’era il Covid-19 ma i tirocini retribuiti del cosiddetto Piano giovani. Misura, anche quella, culminata con una piattaforma web crollata proprio mentre era sommersa di accessi da parte degli utenti.

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