Due senatori del gruppo M5s sono risultati positivi al Covid-19: si tratta di Francesco Mollame e Marco Croatti. Come da protocollo tutti i membri del gruppo pentastellato del Senato si stanno sottoponendo a tampone naso-faringeo. In via precauzionale sono state sospese tutte le commissioni: questa settimana non erano previste sedute in Aula. E’ stata anche sconvocata la commissione Bilancio per permettere al presidente Daniele Pesco di fare il testo: l’organismo oggi avrebbe dovuto esaminare il decreto Agosto. Il senatore Mollame “non frequenta i locali del Senato a far data dal 10 settembre”, spiega in una nota il Collegio dei senatori questori. Croatti invece “ha avuto l’ultimo accesso agli stessi locali il giorno 24 settembre – prosegue il collegio dei questori – Si è pertanto effettuata immediatamente la mappatura dei ‘contatti stretti’ in Senato”. “Come sempre – conclude la nota – i locali delle commissioni e dell’Assemblea sono già stati sanificati”.

Mollame aveva rivelato la sua positività a inizio settimana, mentre la notizia di Croatti è stata diffusa oggi. I due, tra le altre cose, avevano partecipato a un comizio in sostegno del candidato sindaco a Faenza (Ravenna) per le amministrative del 20-21 settembre. A preoccupare ora sono tutti i contatti che i due potrebbero aver avuto con i colleghi e non solo. Il primo non ha infatti partecipato all’ultima assemblea congiunta perché già in isolamento, mentre il secondo su Facebook ha confermato che era presente: “Il tampone che ho effettuato nella giornata di ieri ha dato esito positivo”, si legge. “Per correttezza nei confronti di tutti e per i giornalisti che proveranno a chiamarmi, vi informo che giovedì ho preso parte all’assemblea dei senatori del Movimento 5 stelle, munito di mascherina e nel rispetto del distanziamento sociale nei confronti dei presenti. Da lunedì pomeriggio sono in quarantena in casa: invito di nuovo tutti voi che mi seguite ad avere massima cautela, perché solo rispettando tutti insieme le indicazioni che ci vengono date potremo avere la meglio su questo virus”.

Mollame era stato il primo a rendere pubblico il suo contagio. “Non sono asintomatico”, aveva detto all’agenzia Adnkronos solo lunedì. Il parlamentare, originario di Partinico (Palermo), è in isolamento da martedì 22 settembre e oggi ha confermato: “Sono in assoluto isolamento in Sicilia e appena ho avuto l’esito del tampone, ho avvertito il mio gruppo seguendo le procedure. Ho i classici sintomi, dalla febbre a 39 a difficoltà di respirare e parlare. Potrei stare meglio e in questo caso non è affatto una battuta”. Quindi ha precisato di non aver partecipato “neanche in videocollegamento” all’ultima assemblea congiunta dei parlamentari 5 stelle, perché “avevo già la febbre”. Su Facebook si è poi rivolto a chi gli è stato vicino in questo momento: “Quando si sta molto male ed isolato anche un semplice saluto dà forza, non fa sentire soli … ispira un sorriso. Confesso di essere stato fortunato nella mia vita non avendo sofferto mai per gravi patologie … mai stato così male; questo virus è proprio una gran brutta bestia“.

Il blocco delle attività parlamentari ha riaperto la discussione sulla possibilità di organizzare le sedute a distanza. “Speriamo che il Senato non si blocchi a causa Covid“, ha scritto su Twitter il capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali della Camera Stefano Ceccanti, “ma sarebbe il caso di riprendere il dibattito sul lavoro a distanza del Parlamento, preparando decisioni opportune nel segno della prudenza e del dovere di funzionamento degli organi costituzionali. Prudenza e responsabilità”. Una linea subito sostenuta dal presidente 5 stelle della commissione Giuseppe Brescia: “‘Al Senato, lavori bloccati per due casi covid’. Mi dispiace per i colleghi ai quali auguro pronta guarigione. Ma trovo inaccettabile che la democrazia debba fermarsi. L’avevo detto che il voto da remoto poteva tornare utile”.

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