In sole ventiquattr’ore sono passati da 39 a 103 i positivi al Covid-19. Sessantaquattro in più. Cresce in modo allarmante il numero degli infetti nelle strutture della Missione Speranza e Carità fondata dal missionario laico Biagio Conte. L’Asp di Palermo sta continuando ad eseguire i test nelle quattro sedi – già dichiarate zona rossa con un’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci – e, man mano che arrivano gli esiti dei tamponi processati, aumentano i casi.

L’andamento dei contagi è tenuto sotto osservazione dalla prefettura che oggi ha convocato una riunione per fare il punto sulla situazione. I quattro centri gestiti dalla Misione accolgono circa 900 persone tra indigenti, migranti, senza tetto e donne in difficoltà e ora le autorità sono al lavoro sulla non secondaria questione di come far trascorrere la quarantena obbligatoria agli ospiti, restii a lasciare la lora “casa” per trasferiti all’hotel San Paolo, struttura attrezzata per l’isolamento. Intanto, anche due frati che operano nei locali della missione sono stati ricoverati all’ospedale Vincenzo Cervello di Palermo, dopo che è stato loro diagnosticata un principio di polmonite.

Già venerdì volontari che prestano servizio in via Decollati avevano lanciato l’allarme, chiedendo alle autorità e ai cittadini di fornire aiuto e assistenza. A risultare positivi sono stati infatti anche alcuni missionari, come fanno sapere dalla comunità di Biagio Conte: “La Missione ringrazia chi in queste ore sta facendo qualcosa, come il Comune, la Regione, le Forze dell’ordine, l’Asp, e Medici Senza Frontiere. Comprendiamo che è necessario che si uniscano tutte le forze possibili per trovare le soluzioni per aiutare la Missione e tutta la città”. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, poco prima che Musumeci rendesse nota l’ordinanza, aveva scritto una lettera al premier Giuseppe Conte, allo stesso governatore e all’Asp, sottolineando che “la legge attribuisce al governo nazionale, in via esclusiva, il potere di istituire eventuali zone rosse” e che il Comune si è premurato di fornire viveri alla Missione e, da oggi, in collaborazione con Asp, anche la presenza dei mediatori culturali.

Il primo contagio in via Decollati risale, almeno, al 21 agosto scorso, quando uno degli ospiti fu ricoverato al reparto di malattie infettive dell’ospedale Cervello, dopo essere risultato positivo al test. A luglio tre casi sospetti erano stati sottoposti a tampone, ma gli esiti erano stati negativi. Negli anni precedenti si era verificato qualche raro caso di tbc che non aveva creato alcun allarme dal punto di vista sanitario.

La Missione, fondata dal frate laico Biagio Conte, è nata nel ’91 sotto i portici della stazione centrale di Palermo, dove venivano accuditi i senzatetto. Tra proteste e scioperi della fame, due anni dopo Conte ottenne una sede in via Archirafi. In seguitò la Missione trovò un altro spazio in via Decollati e in via Garibaldi, in quest’ultimo risiedono donne e bambini.

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