Due pescherecci di Mazara del Vallo sono stati sequestrati dai militari del generale Haftar a poche ore dalla visita del ministro Luigi Di Maio nel quartier generale di Al Sarraj. L’episodio è avvenuto ieri sera a 35 miglia dalle coste di Bengasi, quando tre unità militari hanno avvicinato un gruppo di imbarcazioni che stavano conducendo la pesca del rinomato gambero rosso. Nell’immediato i due motopesca ‘Antartide’ e ‘Medinea’ sono stati bloccati e condotti nel porto di Bengasi, mentre altri due pescherecci “Anna Madre” di Mazara del Vallo e “Natalino” di Catania sono riusciti a fuggire invertendo la rotta, ma il comandante e il primo ufficiale sono stati condotti in Libia. Il caso viene monitorato dal comando generale delle Capitanerie di Porto e dalla Farnesina e secondo le prime informazioni riferite dagli armatori, i 18 membri dell’equipaggio sarebbero in buone condizioni di salute.

Le contestazioni delle autorità di Bengasi si riferiscono al mancato rispetto della Zee (Zona economica esclusiva) che dal 2005 viene estesa dai libici fino a 74 miglia, in base alla convenzione di Montego Bay del 1982, adottata unilateralmente dall’allora governo di Muhammar Gheddafi. Lo scorso anno, dopo il tentato sequestro di nove pescherecci, per garantire una protezione agli equipaggi impegnati nel Mediterraneo, Federpesca aveva stipulato un accordo con un’autorità controllata dagli uomini del generale Khalifa Haftar. Secondo l’intesa, gli armatori per pescare a ridosso delle coste libiche avrebbero dovuto pagare un ‘pizzo’ all’uomo forte della Cirenaica inviso all’Onu. Dopo la pubblicazione sul Fatto Quotidiano l’accordo fu venne annullato.

Nelle scorse settimane il governo libico di Fayez al Serraj, riconosciuto dall’Onu, aveva annunciato il cessate il fuoco, chiedendo la ripresa della produzione petrolifera e la demilitarizzazione dell’area di Sirte, la città che fa da spartiacque tra Tripoli e Bengasi. Una tregua bocciata dagli uomini di Haftar, definita “solo marketing” dal portavoce della Lna (Libya National Army). Nei giorni scorsi nella capitale è arrivato il capo della diplomazia di Bruxelles, Josep Borrell, per ribadire che la stabilità in Libia è una “priorità assoluta per l’Unione europea”. Concetto ribadito anche dal ministro degli esteri Luigi di Maio, che ieri è tornato in Italia dopo una visita a Tripoli in cui ha incontrato al Serraj e il presidente del parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, offrendo “il sostegno delle imprese italiane” nella ripartenza in Libia.

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