Le parole di Luigi Di Maio sono “condivisibili” ed è “naturale” che le forze di governo “provino a collaborare anche sul territorio”. Stefano Bonaccini, governatore dem dell’Emilia-Romagna che nella sua tornata elettorale non venne supportato dal M5s, sposa la linea degli “aperturisti” a una collaborazione alle prossime regionali, anche nelle Marche e in Puglia. Pur specificando che le alleanze “si fanno sui territori a partire da contenuti e programmi”, perché “non credo né ai matrimoni per procura né alle alleanze calate dall’alto”.

Però, è la linea di Bonaccini in un’intervista al Corriere della Sera, “trovo naturale che forze che governano insieme il Paese provino a collaborare anche sul territorio”. Del resto, da governatore uscente e ricandidato, ricorda, “provai ad aprire un confronto nel gennaio scorso”. Allora “per i 5 Stelle decise Roma e mi fu risposto di no, così chiesi il voto ai loro elettori”. Otto mesi fa, usa le stesse parole del premier Giuseppe Conte a Il Fatto Quotidiano in riferimento alla prossima tornata, “si perse un’occasione”. Soprattutto, aggiunge, “la persero i 5 Stelle che lo scorso gennaio ebbero una batosta elettorale con la loro rappresentanza in assemblea ridotta al minimo”.

Uno scenario, sondaggi alla mano, che si prospetta anche in Puglia, dove i pentastellati fanno muro contro Michele Emiliano. In quest’ottica, aggiunge, le parole di Di Maio, “che chiede di lavorare alle alleanze lì dove possibile, sono condivisibili”. Anche perché è “senza dubbio vero che ci sia un’evoluzione in corso”, certificato anche dal voto su Rousseau, mentre “fino a qualche mese fa, come ho ricordato, era un tabù anche solo parlare di alleanze”, conclude.

Sul tema dell’’asse stretto tra Pd e Movimento 5 Stelle è intervenuto anche l’ex ministro Graziano Delrio in un’intervista a IlSussidiario.net: “Abbiamo scongiurato una deriva illiberale della nostra democrazia, fermando uno che invocava i pieni poteri e aveva isolato l’Italia in Europa. Questo lo ritengo un risultato importantissimo”. In più, aggiunge l’ex ministro e capogruppo Pd alla Camera, “crediamo che sia cambiato profondamente l’atteggiamento dei 5 Stelle su diverse questioni, in particolare verso l’Europa”. Di Maio, dice ancora Delrio, è “un ministro degli Esteri capace, rappresenta bene l’Italia e ne mantiene la tradizione europeista”. Adesso, conclude, “c’è bisogno di avere un’alleanza più forte con obiettivi più chiari, riconoscibili, che non abbia sbandamenti”.

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