Sono stati rintracciati i responsabili dell’attacco armato che domenica nella zona di Kouré, 60 km a sud-est di Niamey, in Niger, ha provocato la morte di 8 persone, tra cui sei cittadini francesi operatori della ong Acted e un volontario e la guida locale nigerini che li stavano portando a fare un’escursione turistica per avvistare le giraffe in una zona ‘gialla’, considerata cioè tra le meno pericolose. Non c’è stata ancora alcuna rivendicazione, ma le forze di sicurezza di Niamey e Parigi, che stanno svolgendo le indagini, puntano sulla pista terroristica, visto che nell’area operano diversi gruppi jihadisti, non ultimi quelli legati allo Stato Islamico nel Grande Sahara. Tutto a pochi mesi dalle prossime elezioni presidenziali nel Paese, fissate per il 27 dicembre.

L’antiterrorismo francese ha aperto un’indagine per “omicidi connessi ad una azione terroristica” e per “associazione a delinquere a fini terroristici” e anche la ong presenterà una denuncia in questo senso. “Era la prima volta che uscivano in escursione, per loro sfortuna”, ha raccontato il cofondatore di Acted, Frederic Roussel, in una conferenza stampa. “La comunità internazionale – ha poi aggiunto – deve rendersi conto della contraddizione che c’è tra il chiederci di sostenere queste popolazioni che vivono in modo drammatico e lasciarci soli di fronte a una violenza di cui siamo diventati i bersagli più facili”.

Il Consiglio di Difesa si riunirà a Parigi domani mattina per affrontare il caso. Mentre l’Eliseo non ha fornito indicazioni precise sulle vittime francesi, Emmanuel Macron ha denunciato “l’attacco che ha vilmente colpito un gruppo di operatori umanitari” assicurando che “ogni mezzo” verrà utilizzato per “chiarire” le circostanze dell’attacco. L’esercito nigerino ha circoscritto e chiuso l’intera zona dell’agguato. Si tratta del primo episodio simile contro degli occidentali in questa regione da quando è diventata zona turistica, circa 20 anni fa, dopo l’insediamento in zona di un piccolo gruppo di giraffe appartenenti a una specie scomparsa dal resto del pianeta.

In Francia, però, il dibattito è già caldo dopo le dichiarazioni del portavoce di Rassemblement National, il partito di Marine Le Pen, Sébastien Chenu, che ha definito “inopportuno” “andare a passeggio in Niger in questo momento, anche per degli operatori umanitari”, chiedendo di far rimpatriare tutti i francesi che si trovano attualmente nella zona.

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