C’è il video con la registrazione dell’incauto visitatore che per scattare un selfie si è letteralmente seduto sul gesso originale preparato da Antonio Canova per la statua di Paolina Borghese. Lo si vede chiaramente mentre con il suo peso stacca l’alluce del piede destro e ne lesiona altre due, e di come, non appena si accorge del guaio che ha combinato, si allontana velocemente. Ma soprattutto c’è la fonte diretta della prenotazione dei biglietti effettuata da un gruppo di nove visitatori austriaci che si sono recati alla Gypsoteca di Possagno per ammirare i capolavori inimitabili del grande scultore. Ed è questo il filo che i carabinieri della stazione di Pieve del Grappa, che dipende dalla Compagnia di Castelfranco, hanno seguito per individuare quello che Vittorio Sgarbi, presidente della Fondazione che gestisce il museo, ha definito un “barbaro Visigoto”, intimando alle forze dell’ordine di fermarlo prima che rientri nel suo paese. Ma nel frattempo l’uomo si è allontanato da Treviso, anche se ormai si sa di chi si tratta.

Il parlamentare e critico d’arte ha anche invocato una pena esemplare, per far capire che il patrimonio artistico italiano va tutelato. Ma sicuramente qualche domanda se la devono porre i gestori dello straordinario museo che si trova sulle colline trevigiane. Perché in qualsiasi luogo dove vengono raccolti capolavori, l’imperativo categorico è quello della sicurezza delle opere, la loro protezione non solo dai malintenzionati che vogliano sottrarle, ma anche dai visitatori distratti o maldestri. Nel caso specifico si è trattato di un banale incidente, dalle conseguenze però gravi. L’alluce e una parte di altre due dita del piede in gesso sono stati staccati. I frammenti sono rimasi sul calco in gesso del sofà dove è distesa, appoggiata mollemente a due cuscini, Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone.

Sul tema della sicurezza, la direttrice Moira Mascotto ha dichiarato: “Quando accogliamo i visitatori, ricordiamo sempre che ci troviamo in una gypsoteca, che in greco significa ‘raccolta di gessi‘. Per definizione, quindi, il materiale è uno dei più fragili al mondo. Non possiamo toccarlo e neppure ci si può avvicinare troppo alle opere”. E ha aggiunto: “Abbiamo lavorato di concerto con la nostra Soprintendenza e il Restauratore per mettere l’opera e i frammenti rinvenuti in sicurezza. Nelle prossime settimane proseguiremo nel dialogo con le istituzioni per il futuro intervento di restauro”.

Una conferma dell’identificazione del turista viene dallo stesso sindaco di Possagno, Valerio Favero. “Il turista è stato individuato – annuncia – le telecamere interne a circuito chiuso non lasciano alcun dubbio. Ma la cosa davvero incredibile è che non abbia pensato di denunciare l’accaduto. Ai miei occhi il fatto di allontanarsi lasciando la statua in quelle condizioni è criminale”. E la mancanza di tutele? “Contro gli incivili nessuna misura può veramente salvare le opere d’arte. Il museo ha tutte le norme di sicurezza necessarie per garantire i nostri capolavori. E noi per primi teniamo al loro stato di conservazione. Inscatolare le sculture del Canova non è la soluzione: il visitatore perderebbe completamente l’emozione delle linee dei giochi di luce. Questo immenso patrimonio deve rimanere fruibile in maniera diretta”. Una delle caratteristiche della Gypsoteca di Possagno è costituita proprio dall’effetto costituito dai grandi gessi posti uno accanto all’altro, in un affascinante disordine.

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