Ok allo scostamento di bilancio da 25 miliardi di euro. Ma il Consiglio dei ministri convocato nella notte non ha deliberato la proroga dello Stato di emergenza. La misura, che scade il 31 luglio, non è stata decretata per volontà di Giuseppe Conte che ha concordato con i ministri il passaggio della proposta a Camera e Senato. L’ipotesi è quella di estenderla, non essendo ancora finita l’emergenza da Coronavirus, fino al 31 ottobre.

Per il resto, il Cdm, su proposta del presidente del consiglio e del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ha approvato la Relazione al Parlamento da presentare alle Camere, ai fini dell’autorizzazione dell’aggiornamento del piano di rientro verso l’Obiettivo di medio termine. Con la Relazione, sentita la Commissione europea, il Governo chiede l’autorizzazione al Parlamento per un ulteriore ricorso all’indebitamento comprensivo dei maggiori interessi passivi per il finanziamento del debito pubblico, di 25 miliardi di euro per l’anno 2020, 6,1 miliardi nel 2021, 1 miliardo nel 2022, 6,2 miliardi nel 2023, 5 miliardi nel 2024, 3,3 miliardi nel 2025, e 1,7 miliardi a decorrere dal 2026. Il Governo ritiene, in questa fase, “di fondamentale importanza continuare ad assicurare il sostegno al sistema produttivo e al reddito dei cittadini, a supportare la ripresa e ad intervenire dove necessario per preservare l’occupazione”. In quest’ottica, si legge nella relazione, saranno prorogati gli interventi di potenziamento degli strumenti della Cassa integrazione guadagni (Cig). Allo stesso tempo, “non verrà meno il sostegno alle imprese e ai settori maggiormente colpiti dalla crisi e alla liquidità, anche attraverso una riprogrammazione delle scadenze fiscali dei prossimi mesi”. Inoltre, “verrà garantito il necessario sostegno agli enti territoriali, le cui risorse sono state ridotte dai mancati introiti fiscali degli ultimi mesi, al fine di garantire la regolarità dell’azione pubblica a tutti i livelli di governo” e “verranno assicurate le risorse necessarie per far ripartire l’insegnamento in presenza in condizioni di sicurezza”.

“Rifinanziamento della cassa integrazione, incentivi per le nuove assunzioni e potenziamento del fondo nuove competenze. Con la parte più consistente dei 25 miliardi dello scostamento di bilancio approvato in Cdm, diamo ulteriore carburante alle imprese e più tutele ai lavoratori”, ha scritto il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo in un tweet. Considerata la richiesta di autorizzazione all’indebitamento da 25 miliardi formulata dal Cdm, il nuovo livello di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è fissato all’11,9% del Pil nel 2020. Il nuovo livello del debito pubblico si attesta al 157,6% del Pil nel 2020. “Pur in un contesto di incertezza legato all’evoluzione della pandemia e della successiva fase di ripresa economica”, si legge nella relazione approvata in Cdm, “il Governo conferma l’obiettivo di ricondurre verso la media dell’area euro il rapporto debito/Pil nel prossimo decennio, attraverso una strategia che, oltre al conseguimento di un adeguato surplus primario, si baserà sul rilancio degli investimenti, pubblici e privati”. Infine il governo ha approvato una deliberazione motivata che autorizza il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ad adottare, a norma del del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, l’ordinanza concernente l’inizio delle lezioni e l’avvio delle attività di integrazione e recupero degli apprendimenti per l’anno scolastico 2020-2021.

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