Come ben sappiamo, appena la tecnologia di comunicazione mobile di quinta generazione 5G è divenuta realtà, le principali aziende hi-tech mondiali hanno già cominciato a lavorare sulla futura generazione 6G. Se il 5G aprirà le porte a molti sviluppi negli ambiti della domotica, della città smart, delle auto connesse e dell’Internet delle Cose, sarà proprio il 6G a favorirne l’affermazione definitiva e la pervasività nel quotidiano di tutti noi. Molto interessante a questo proposito è il documento pubblicato da Samsung, in cui il colosso coreano spiega la propria vision per il prossimo decennio, attorno al 2030, tratteggiando uno scenario a là Blade Runner, Ghost in The Shell o Orwell, in cui la realtà sarà iperconnessa. Scegliete voi se si tratta di un’utopia o di una distopia.

“Le applicazioni che sfruttano le comunicazioni wireless si stanno espandendo, dalla connessione degli esseri umani alla connessione di varie cose”, si legge nell’introduzione del documento. “La comunicazione wireless sta diventando una parte importante dell’infrastruttura sociale e della vita quotidiana delle persone. Inoltre, la crescita esponenziale odierna di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale, la robotica e l’automazione introdurrà cambiamenti di paradigma senza precedenti nella comunicazione wireless. Queste circostanze portano a quattro megatrend principali che ci guidano verso il 6G: macchine connesse, uso dell’IA per le comunicazioni wireless, apertura delle comunicazioni mobili e maggiore contributo per il raggiungimento degli obiettivi sociali“.

A partire dal prossimo decennio dunque non solo gli esseri umani ma anche le macchine saranno connesse: “Esempi di macchine connesse includono veicoli, robot, droni, elettrodomestici, display, sensori intelligenti installati in varie infrastrutture, macchinari da costruzione e attrezzature di fabbrica”, spiega infatti Samsung. “Man mano che il numero di macchine connesse crescerà esponenzialmente, tali macchine diventeranno utenti dominanti delle comunicazioni 6G“. Questa è dunque la prima, epocale novità prefigurata dal colosso coreano: per la prima volta l’essere umano non sarà più al centro dello sviluppo tecnologico, ma al suo posto ci sarà la macchina. “Guardando indietro alla storia delle comunicazioni wireless, le tecnologie sono state sviluppate assumendo servizi per l’uomo come le principali applicazioni guida. […] Prevediamo che le nuove tecnologie 6G debbano essere sviluppate appositamente per collegare centinaia di miliardi di macchine tenendo conto di ciò che è necessario per le macchine“.

Truly Immersive XR

Ma quali saranno i principali servizi resi possibili dall’avvento del 6G? Truly Immersive XR, High-Fidelity Mobile Hologram e Digital Replica. Partiamo dal primo, in cui XR sta per eXtended Reality, ovvero realtà estesa, un termine che, nelle intenzioni di Samsung, racchiude le attuali tecnologie di realtà aumentata, realtà virtuale e realtà mista (l’unione delle prime due), in un’unica soluzione integrata. Una tecnologia che “ha attirato grande attenzione e aperto nuovi orizzonti in vari settori tra cui l’intrattenimento, la medicina, la scienza, l’istruzione e le industrie manifatturiere”

Il secondo termine indica invece una tecnologia che “può presentare gesti ed espressioni facciali per mezzo di un display olografico. Il contenuto da visualizzare può essere ottenuto mediante tecniche di acquisizione, trasmissione e rendering 3D in tempo reale”. La più inquietante di tutte è però forse il terzo pilastro dei servizi 6G del futuro, il Digital twin, ovvero il gemello digitale.

High-Fidelity Mobile Hologram

“Con l’aiuto di sensori avanzati, intelligenza artificiale e tecnologie di comunicazione, sarà possibile replicare entità fisiche, tra cui persone, dispositivi, oggetti, sistemi e persino luoghi, in un mondo virtuale“, spiega Samsung nel suo White Paper. “Questa replica digitale di un’entità fisica è chiamata gemello digitale. In un ambiente 6G, attraverso i gemelli digitali, gli utenti saranno in grado di esplorare e monitorare la realtà in un mondo virtuale, senza vincoli temporali o spaziali. […] Gli utenti potranno persino andare oltre l’osservazione e interagire effettivamente con i gemelli digitali, utilizzando dispositivi VR o display olografici. Un gemello digitale potrebbe rappresentare una serie di sensori e attuatori controllati a distanza. In questo modo, l’interazione di un utente con un gemello digitale può provocare azioni nel mondo fisico. Ad esempio, un utente potrebbe spostarsi fisicamente all’interno di un sito remoto controllando un robot in quello spazio interamente tramite interazioni in tempo reale con una rappresentazione digitale gemella di quel sito remoto”.

Digital Replica

Appare chiaro insomma che Truly Immersive XR, High-Fidelity Mobile Hologram e Digital Replica vadano tutte nella direzione di una virtualità sempre più spinta, che renderà possibili interazioni a distanza prima impensabili. Al di là delle suggestioni con cui abbiamo voluto giocare, c’è da dire che di per sé le tecnologie sono sempre neutre e sono gli utilizzatori a decidere cosa farne. Lo scenario futuristico dipinto da Samsung potrebbe parlarci di un mondo di vastissime e prime inimmaginabili opportunità, oppure somigliare a una delle tante distopie fantascientifiche che abbiamo immaginato nei decenni, al cinema come in letteratura. In entrambi i casi a immaginare il tutto siamo stati noi esseri umani ed è chiaro dunque che tra un’utopia realizzata o una inquietante distopia in stile Black Mirror, l’ago della bilancia saremo proprio noi.

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