“Come siamo uniti contro la destra al governo, così lo dobbiamo essere anche nelle Regioni”. Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, raccoglie l’appello di due settimane fa del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e, parlando al Tg3, tende la mano agli alleati di governo del Movimento 5 Stelle per arrivare a un accordo che permetta alle due formazioni di presentarsi in maniera unitaria ai prossimi appuntamenti elettorali in sei Regioni, così da contrastare l’alleanza di centrodestra. “Continuerò sempre a fare appelli – ha dichiarato – Per esempio nelle Marche non c’è un centro-destra, ma un destra-centro, con il candidato che va alle cene di commemorazione della Marcia su Roma. Che cosa deve accadere di più per fermare questa ipotesi di presidenza? Anche alle Regionali proviamo a unire le forze, noi del Pd ci proveremo fino all’ultimo per fermare le destre”.

Zingaretti risponde anche a chi respinge l’idea portando come motivazione le divergenze tra i due partiti su diverse materie: “Ci sono tante idee diverse – continua – , ma si sta al governo da alleati e non da avversari“. Lo dimostrano anche i risultati ottenuti con i dossier Alitalia e, soprattutto, Autostrade: “Ora dopo Alitalia e Aspi dobbiamo dare insieme una soluzione all’Ilva di Taranto. Anche lì è una scommessa, trasformare l’acciaieria in un polo dell’acciaio verde. Questo è possibile con la stessa volontà politica messa su Aspi. Con l’Europa possiamo farlo, facendo di Taranto il polo della rivoluzione ecologica“.

Un appello, quello del segretario Dem, che arriva meno di due settimane dopo quello fatto anche dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che interpellato dai giornalisti aveva parlato di una “sconfitta per tutti” nel caso in cui non si fosse riusciti a trovare un punto d’incontro per arrivare a un’alleanza alle prossime elezioni: “Possibile non trovare un momento di sintesi agli appuntamenti regionali? Sarebbe una sconfitta per tutti, anche per me, se non si trova un modo per fare un passo avanti. Basterebbe mettere da parte le singole premure“, aveva detto. Parole arrivate a sorpresa e in contrasto con l’atteggiamento super partes tenuto dal capo del governo che, fino a quel momento, aveva sempre evitato di commentare le questioni interne ai partiti o le loro alleanze politiche.

Parole alle quali i Dem, con Zingaretti in testa, avevano risposto pochi giorni dopo sposando la posizione del premier: “Non affrontare divisi una battaglia che può far vincere Salvini”, aveva detto il segretario aggiungendo che quello del premier “è un appello fondato su una scelta politica ma anche sul buon senso“. Sulla stessa linea il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, che parlando al Corriere aveva detto: “Ai Cinquestelle chiediamo il coraggio di tagliarsi i ponti alle spalle e di camminare insieme“.

In quell’occasione, anche il capo politico ad interim pentastellato, Vito Crimi, assunse posizioni di apertura: “Il Movimento 5 Stelle non si è mai sottratto al confronto là dove ci sono le condizioni per avviare percorsi condivisi, come stiamo facendo in Liguria. In Campania invece il nostro appello non ha avuto riscontro. Un percorso che non può prescindere dal rispetto dell’autonomia dei territori e delle sensibilità che esprimono”, aveva dichiarato.

L’obiettivo dei Dem è quello di riuscire a trovare un accordo almeno nelle tre Regioni più in bilico: nelle Marche, in Puglia e in Liguria. E proprio nella regione governata da Giovanni Toti, Pd e M5s hanno ufficializzato l’intesa sul nome del candidato comune: Ferruccio Sansa. Una scelta che spinge Italia Viva verso una corsa in solitaria, visto che Matteo Renzi ha messo il veto sul nome del giornalista del Fatto Quotidiano.

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