Oggi Facebook mi ha ricordato il mio “colloquio” virtuale con Roberto Burioni del 2018. Mi accusava sulla sua pagina di non essere preparato solo perché ero in disaccordo sui vaccini antinfluenzali.

La verità è che io in quarant’anni di professione medica non l’ho mai fatto perché ho sempre pensato che spesso mutano e un vaccino preparato l’anno prima possa non essere valido. Comunque alla fine del mio articolo consigliavo a tutti di fare una scelta con il proprio medico di base. Inoltre Burioni diceva a Giulia Grillo, allora ministro della salute, di fare attenzione ai “consulenti” che si sceglieva. Purtroppo la Grillo non mi ha mai voluto come consulente altrimenti avremmo insieme fatto cose che avrebbero ridotto il numero di morti in Regione Lombardia – come io continuo a credere.

Certo i virologi che abbiamo conosciuto – e che forse avrebbero dovuto continuare a fare i topi di laboratorio per scelta non per definizione, senza alcuna offesa per i poveri topi – spesso sono mutati come i virus che studiano, a cominciare proprio da Burioni che il 2 marzo nella trasmissione dove settimanalmente andava disse “in Italia il virus non circola”!

Poi ha deciso di silenziarsi mentre altri stanno prendendo la decisione di candidarsi alle prossime regionali; non basta più nemmeno a loro il palcoscenico televisivo, vogliono quello politico. Speriamo abbiano idee valide per tutti, non solo per loro come i soldi e/o la notorietà che hanno avuto senza avere una parola comune che potesse tranquillizzare i cittadini spaventati.

Fortunatamente ci ha pensato il virus a ridurre la sua potenza, si sono liberati gli ospedali e le poche rianimazioni che abbiamo. Ora nessuno pensa di obbligare tutti gli ospedali, pubblici e privati, di avere un numero di rianimazioni adeguato rispetto al numero di posti letto. I politici continuano a darci limitazioni e a darle all’economia, mentre dovrebbero pensare esclusivamente ad essere preparati in caso di “ricaduta”.

Poi abbiamo avuto la relazione della commissione della Regione Lombardia sul Trivulzio che ha assolto la struttura e “condannato” l’assenteismo. Ma la Regione ha effettivamente ascoltato le Rsa nel loro grido di attenzione? I soggetti più deboli dovevano essere tutelati o era meglio lasciarli morire in quel gioco che in quei giorni raffigurava la catena alimentare di cui i “vecchietti” sono stati l’ultimo anello?

Certo se al fronte ci sono più persone a difendere l’indifendibile, vista la virulenza su soggetti deboli, forse avremmo avuto più morti anche fra medici ed infermieri. Avremmo salvato più persone alla bagina? Solo la storia, quella vera, quando verrà scritta, ci dirà cosa è mancato in Regione Lombardia per fare la strage a cui abbiamo assistito.

Sempre la storia, speriamo nei prossimi giorni, ci racconterà se Fontana e Gallera, i personaggi di spicco di questa emergenza, siano stati all’altezza. Fontana con le sue beghe familiari di silenzi serali su argomenti in quei giorni importanti. Sicuramente con la moglie la sera fra le pareti domestiche parlavano d’altro mentre il cognato piazzava la sua fornitura immediatamente, come un bimbo scoperto, trasformata in donazione.

Sul suo collega avvocato Gallera preferisco non infierire e credo che dopo il record mondiale di morti, in rapporto alla popolazione locale, avrebbe dovuto avere la decenza di dimettersi.

Pensavo di essere nato e cresciuto, anche professionalmente, nella regione migliore per l’assistenza. Poi ho capito che ciò è spesso vero per chi ha i soldi per pagarsela. Credo invece che occorra, oggi più di ieri, continuare il mio impegno civile per difendere il sistema sanitario nazionale da virus, che spesso hanno le sembianze di politici e di mestieranti della politica, che mi obbligano a fare Il grillo parlante, libro che uscirà a breve, che, nella favola di Collodi, diceva: “non me ne andrò di qui fin quando non ti avrò detto una grande verità”.

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