“Torneremo ad incontrarci”, “torneremo ad abbracciarci” “torneremo a fare all’amore”… La pubblicità televisiva di questi tempi è in stato confusionale e si può bene capire il perché. Il virus forse è sparito o forse no e il copywriter deve immaginarsi qualcosa che ci faccia tornare a consumare. La vita vera è progetto, quindi si declina tutto al futuro, ma non sapendo quello succederà si torna a qualcosa, usando anche qualche bugia, come sempre la buona pubblicità ha sempre fatto, tipo “torneremo a volerci bene”. Io mi ricordo che anche prima ci maltrattavamo…

Nessuno ci dice che dovremmo proprio non tornare a fare tutto quello che facevamo prima, invece no… inaspettatamente, ecco la pubblicità del ritorno del calcio su Sky, un vero e proprio messaggio alla nazione recitato da Alessandro Del Piero, che merita di essere rivisto al Var per quanto è sorprendente.

Per chi non l’ha ascoltato, l’ho sbobinato io. Alessandro inizia così, con tono molto drammatico:

MENTRE ERAVAMO VIA
HANNO CHIUSO GLI STADI
E ABBIAMO LASCIATO IL NOSTRO GIOCO.

Mentre eravamo via? Via dove? L’incipit non è chiarissimo, ma per chi segue il calcio, come me, è chiaro quel che dice: la vita senza calcio è una tragedia. Ma il copy è consapevole che non si può dare tanta importanza al calcio, quando è successo ben di peggio. Allora Alessandro continua:

IL VIRUS SI E’ DIFFUSO,
GLI OSPEDALI SI SONO RIEMPITI,
LE MASCHERINE SONO DIVENTATE LE NOSTRE DIVISE.
L’UFFICIO SI E’ TRASFERITO IN SALOTTO,
LA SCUOLA SU ZOOM,
E ABBIAMO FATTO PROGRAMMI TV DA CASA.
ABBIAMO RIDEFINITO IL CONCETTO DI EROE,
I NOSTRI CAMPIONI SONO DIVENTATI LORO.

Questa è una seria presa di coscienza. Sky che è la regina della retorica della palla, che sottolinea con suoni di tuono passaggi al portiere e palle sopra la traversa, che riesce a far cantare al suo giornalista Federico Buffa anche la vita di un terzino che ha visto la carriera stroncata da un’unghia incarnita, Sky fa un passo indietro e ammette che gli eroi sono altri. Bello. Un primo passo verso nuove gerarchie. Ma continuiamo a seguire Alessandro Del Piero, in questo coraggioso percorso, che continua così:

ABBIAMO PERSO DELLE VITE,
ABBIAMO DETTO ADDIO A MIGLIAIA DI DONNE E UOMINI DELLA GENERAZIONE CHE CI HA FATTO DIVENTARE QUELLO CHE SIAMO
SENZA POTERLI SALUTARE,
SENZA POTERLI RINGRAZIARE.

Dopo aver celebrato i sanitari (intesi come medici e infermieri), un pensiero per i nostri nonni. Bello, ma è solo per alzare ulteriormente il jackpot, perché ora Alessandro osa dove mai avremmo immaginato:

PENSAVAMO DI AVER FINITO LE LACRIME
MA C’E’ ALTRO.
MENTRE ERAVAMO VIA
GEORGE FLOYD E’ STATO UCCISO, SOFFOCATO DA UN POLIZIOTTO A MINNEAPOLIS, VITTIMA DELLA VIOLENZA E DEL RAZZISMO
MOHAMED BEN ALI E’ MORTO CARBONIZZATO VICINO A FOGGIA, IN UNA BARACCOPOLI DOVE VIVONO IMMIGRATI TRATTATI COME SCHIAVI.
SARAH HIJAZI, ATTIVISTA PER I DIRITTI DEGLI OMOSESSUALI, SI E’ SUICIDATA: NON HA RESISTITO ALLA MEMORIA DELLE TORTURE SUBITE IN EGITTO.

Qua mi guardo bene da far lo spiritoso, ma strabuzzo le orecchie! Stiamo veramente passando in un mondo nuovo in cui niente sarà più come prima, soprattutto il calcio, sentite come prosegue l’ex-fuoriclasse. Sottolineo ex, perché ora è un leader della nuova era dell’Acquario:

CAUSA DELLE MORTI: ALTRI VIRUS ANTICHI, CHE NON RIUSCIAMO A DEBELLARE:
IL RAZZISMO
L’INGIUSTIZIA SOCIALE
LA DISCRIMINAZIONE.
NON POSSIAMO ACCETTARLO,
NON VOGLIAMO STARE ZITTI.

Se me l’avesse chiesto avrei suggerito ad Alessandro di non arrivare fino a qui. Due frasi così in un film preparerebbero il Big Oooh! Io pensavo che Del Piero come tutti i calciatori sorvolasse con il suo piper privato tutte queste sciagure e non dico che non gliene fregasse niente, ma che come tutti noi (o quasi) le guardasse con sgomento dall’oblò della tv. Lui che è stato operato di calcoli in Usa a causa della mancata distribuzione oltreoceano, dell’acqua Uliveto. Invece no, si è preso il mondo sulle spalle e ora ci dirà come risolverne i guai. Sentiamo:

IL CALCIO NON OFFRE UN VACCINO, NON OFFRE UNA CURA.
MA PUO’ DARE UN ESEMPIO
PERCHE’ LO SPORT ELEVA LE DONNE E GLI UOMINI E LI MIGLIORA.
E’ IL MOMENTO DI TORNARE IN CAMPO.
ADESSO TOCCA A NOI.

Noi chi?! Eh no! Caro Alessandro, intanto il concetto è confuso e poi non puoi cavartela così! Non puoi solo dire che si ritorna in campo. Quel tipo di futuro lo usano già gli altri: rideremo, canteremo, faremo plin plin… Tu mi hai fatto intravedere di più. Non posso credere che tu lo dica solo perché è di moda la “diversity”. Non voglio e non posso crederlo. No, adesso tocca a te, anzi come dici tu: tocca a noi. Dimmi cosa devo fare e io sarò con te.

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