Il taglio dell’Iva selettivo e a tempo che piacerebbe al premier Giuseppe Conte lascia freddi Pd e Italia viva. Mentre nel Movimento 5 Stelle c’è più di un distinguo e la linea prevalente è che serve una riforma fiscale complessiva, non un intervento spot per rilanciare i consumi. Intanto la stessa Confesercenti avverte che la sforbiciata “avrebbe certamente ricadute positive su tutta l’economia ma non basta: è determinante far ripartire gli investimenti sulle infrastrutture“. E da Bruxelles il copresidente del gruppo dei Verdi nel Parlamento Europeo Philippe Lamberts fa notare che l’ipotesi non aiuta a trovare “un compromesso” sul Recovery Plan in vista del prossimo Consiglio Europeo di metà luglio: “Capisco le preoccupazioni dei Paesi frugali, i quali dicono che non vogliono coprire buchi in bilanci senza fondo di alcuni Paesi. E una parte significativa di quei soldi finirebbe nelle tasche di chi non ne ha bisogno”.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, intervenendo al convegno Obiettivo rilancio – Speciale Telefisco organizzato da Il Sole 24 Ore si è limitato a dire: “Taglio dell’Iva? Stiamo analizzando strutturalmente ogni elemento, è uno degli strumenti possibili di tipo congiunturale, noi esaminiamo ogni opzione. Ho visto che si è animato un dibattito che ci ha tutti un po’ divertito“. Insomma: ridurre l’Iva a tempo è una delle opzioni sul tavolo, “il governo valuta ogni opzione e poi prende le sue decisioni”. In ogni caso “la riforma fiscale sarà sicuramente un tassello del Piano nazionale di riforme” da presentare a Bruxelles. L’ultimo ‘tavolo’ sulla riforma era stato aperto a febbraio, poi “c’è stata un’emergenza senza precedenti, non sarebbe stato possibile lavorare ordinariamente a quel tavolo di riforma”.

E anche per la viceministra Laura Castelli “la riduzione delle tasse deve essere completa, lo sforzo del 2020 deve essere coniugato con coerenza con una completa riforma fiscale che riduca le tasse. Ci deve essere un ventaglio che vada dall’Irap, all’Ires e all’Irpef, anche per sostenere le imprese”. Quanto all’Iva, “ci sono diverse ipotesi” e “ritengo sarebbe più incisiva una riduzione selettiva anche perché ci sono settori più colpiti”. Lunedì aveva parlato di un possibile intervento limitato alla filiera del turismo e della ristorazione, in primis. “Ma anche all’artigianato, all’abbigliamento e all’automobile. Un’operazione che va legata al cashless, per far ripartire l’economia”. “C’è un ragionamento in corso sulle aliquote Iva che si può legare anche all’abbassamento dell’aliquota nel caso di utilizzo di moneta elettronica“, aveva poi chiarito il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli.

Una posizione condivisa dai deputati M5S della commissione Finanze che lunedì hanno fatto sapere di essere “pienamente d’accordo con chi evoca la necessità di una riforma complessiva e di una eventuale riduzione dell’Iva, ma l’urgenza del momento riguarda soprattutto le scadenze di giugno”, di cui in serata è stata annunciata la proroga. Il Movimento però non sembra compatto sul tema: la senatrice Tiziana Drago, segretario della commissione Finanze e Tesoro di Palazzo Madama, ha per esempio chiuso all’ipotesi di interventi sull’Iva perché “reputo che, invece, la strada per una equità fiscale da intraprendere sia la revisione dell’Irpef unita a una rivisitazione dell’Isee mettendo in campo una decisa riforma di questo strumento”.

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