Abolire il contante per azzerare il traffico di stupefacenti. Di più: mettere al bando i soldi cash per combattere contemporaneamente l’evasione fiscale e la criminalità organizzata. Due concetti spiegati da Nicola Gratteri e Marco Travaglio intervistati dal giornalista Giuseppe Pipitone durante la festa per il decimo compleanno de ilfattoquotidiano.it.

“Più contante c’è più si favorisce l’illegalità, su questo non c’è dubbio. Se io vivo di stipendio, il contante non mi serve. E non mi serve se io sono imprenditore e fatturo tutto il mio lavoro. Faccio fatture e ricevo bonifici in banca, quindi poi posso pagare tranquillamente con moneta elettronica”, ha detto il procuratore capo di Catanzaro durante il dibattito intitolate “L’altro virus: le mafie dopo il Covid“. “Sono tutte scuse quelle accampate da chi non vuole abolire il contante. Citano gli anziani, i vecchietti, ma ormai – soprattutto dopo il coronavirus – non c’è un vecchietto che non ha imparato a usare il tablet per parlare con i nipotini”, ha continuato il magistrato, da sempre impegnato in battaglie contro la ‘ndrangheta. Secondo Gratteri, tra l’altro, con l’abolizone del contante “risolviamo anche il problema del traffico di droga alla radice“.

Per Travaglio l’abolizione del denaro cash “è la battaglia che taglia la testa al toro”. “Chi vuole oggi combattere contemporaneamente l’evasione fiscale e la criminalità organizzata – ha proseguito il direttore del Fatto Quotidiano – o si batte contro il contante o non si sta battendo contro le prime due. Ormai ci sono persone anche di una certa età che sono abituate a pagare col cellulare, con il pos. Se non hanno la carta di credito ci sono mille strumenti per dargli gratis una prepagata. Si possono costringere le banche ad abbattere le commissioni e le spese di ricarico. Quindi tutte le scuse accampate su questo tema, da chi si batte per non abolire il cash, fanno ridere”.

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