Non si ferma più la competizione tra app dedicate alle videochiamate, innescata dalla pandemia da Coronavirus che ha costretto milioni di persone a studiare e lavorare da casa, imponendo la ricerca di nuovi strumenti fino a poco tempo fa non così popolari. Nella giornata di ieri infatti Google ha annunciato un nuovo cambiamento per Meet, volto a facilitare ancor di più l’adozione dell’app di videochat: l’integrazione in GMail anche nelle app dedicate a iOS e Android.

Questo porterà a diversi vantaggi, oltre all’ovvia comodità di poter partecipare a una videochiamata di gruppo dal proprio smartphone, senza dover avviare computer o notebook. L’integrazione nelle app mobile infatti consentirà di partecipare a una sessione semplicemente cliccando sul link di invito in GMail, anche senza avere installata l’app dedicata a Google Meet.

Insomma, nella costante gara tra sviluppatori, il settore sta conoscendo un’inaspettata primavera, a tutto vantaggio ovviamente degli utenti. Google infatti, come del resto anche Zoom, Microsoft e Facebook, ha visto salire vertiginosamente i numeri di utilizzo di Meeting, decidendo così di spingere molto di più sulla sua evoluzione rispetto a prima.

Meet dunque è stato prima sganciato da GSuite, la suite a pagamento di Google destinata ai professionisti, approdando nella versione web di Gmail, mossa che in un colpo solo l’ha resa gratuita e disponibile a una platea molto più vasta, e poi ha ricevuto diverse migliorie e nuove funzioni, tanto che a fine maggio l’app faceva segnare oltre 50 milioni di download nel Google App Store. Questa nuova mossa porterà sicuramente a un’ulteriore crescita.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Windows 10, i tanti problemi dell’ultimo aggiornamento

next
Articolo Successivo

The Last of Us Parte II: trama forte, buona varietà di gameplay e comparto audiovisivo al top per accompagnare la fine del ciclo di PlayStation 4

next