In questa nuova fase per il Paese il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro resta centrale: il DL Rilancio pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio scorso prevede infatti un bonus fiscale per l’adeguamento degli uffici e degli spazi lavorativi. A questo proposito Immobiliare.it ha pubblicato una breve guida con le principali novità in questo campo, vediamole insieme.

Il Credito d’imposta per la sanificazione

Questo credito d’imposta, pari al 60% delle spese effettuate nel 2020 per importi massimi di 60 mila euro, è stato messo a punto per sostenere nel concreto tutte le opere necessarie alla sanificazione degli spazi di lavoro e all’acquisto di dispositivi di protezione per i dipendenti. Tra le spese coperte da questo bonus rientrano, ad esempio, i termometri, i termoscanner e l’acquisto e l’installazione di tutti quei dispositivi di sicurezza indispensabili a mantenere le distanze necessarie negli ambienti chiusi. Si tratta nei fatti di un credito d’imposta che può essere utilizzato in compensazione nel corso della dichiarazione dei redditi 2021. Il credito maturato non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi né al valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Il Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti

Arriva anche uno specifico credito d’imposta, pari sempre al 60% delle spese sostenute nel 2020 ma per un massimo di 80 mila euro, con lo scopo di incentivare quanto più possibile l’applicazione delle diverse misure di sicurezza in ambito professionale attraverso l’adeguamento degli ambienti di lavoro con vari interventi tesi a contrastare la diffusione del Covid-19. Rientrano tra le spese coperte in questo caso l’acquisto di arredi di sicurezza, la realizzazione di spazi medici, ingressi e ambienti comuni e l’acquisto di nuove tecnologie necessarie allo svolgimento del lavoro. Tale credito d’imposta può essere cumulato con altri bonus fiscali e agevolazioni ed è utilizzabile in compensazione. La norma prevede inoltre che il credito maturato possa essere ceduto a terzi come ad esempio banche e altri intermediari finanziari.

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