“La Toscana ha bisogno di un termovalorizzatore e per farlo andrò dritto coi carrarmati”. In un attimo Eugenio Giani, candidato del Pd alle prossime elezioni Regionali toscane, ha sconfessato gli ultimi mesi della giunta di Enrico Rossi che, insieme al partito, aveva invertito la rotta sulla gestione dei rifiuti: fine dell’epoca degli inceneritori e investimenti su raccolta differenziata ed economia circolare, erano state le nuove parole d’ordine. Tutto questo dopo anni di politiche basate sull’apertura di nuovi inceneritori, da Firenze a Livorno passando per Grosseto. Ma adesso, a quattro mesi dalle elezioni, il Pd ha nuovamente cambiato idea. Giovedì sera, durante una videoconferenza con i sindaci della provincia di Pistoia, il candidato renziano ha usato toni forti per sostenere la causa della bioraffineria dell’Eni a Livorno, un progetto annunciato a maggio 2019 ma congelato dalla Regione dopo le proteste del sindaco Pd Luca Salvetti e dei comitati cittadini.

Parlando della questione dello smaltimento dei rifiuti, dopo lo stop dei giudici agli inceneritori di Case Passerini (Firenze) e Scarlino (Grosseto), Giani ha detto: “Un termovalorizzatore in Toscana lo dovremo identificare, aspetterò un anno e mezzo, due anni”. Poi l’affondo: “A Livorno non andrà come a Case Passerini, dove Rossi ha invertito la rotta. Aspetterò cosa farà l’Eni ma poi, sarò impopolare, scelgo un sito e vado dritto coi carrarmati perché non è possibile che la Toscana sulla termovalorizzazione abbia impianti chiusi da tempo”.

L’annuncio di Giani, fatto durante una diretta Facebook eliminata pochi minuti dopo, di fatto sconfessa il nuovo piano sui rifiuti presentato a ottobre scorso dal governatore Enrico Rossi e dall’assessore all’Ambiente Federica Fratoni che metteva la parola fine all’inceneritore di Case Passerini, bloccato da Tar e Consiglio di Stato della Toscana, su cui il Pd aveva puntato per smaltire i rifiuti, a favore di “soluzioni diverse da considerare nell’ambito della pianificazione del ciclo dei rifiuti in una logica di economia circolare”. Proprio giovedì, poco prima dell’uscita di Giani, era stato firmato un protocollo d’intesa tra Regione, l’Autorità per la gestione dei rifiuti della Toscana centrale (Ato) e Alia Servizi Ambientali per sostituire il progetto dell’inceneritore della piana di Firenze con una fabbrica di “materiali” che lavorerà gli scarti in un’ottica di economia circolare.

In serata però Giani ha sostenuto con forza il progetto della bioraffineria a Stagno, nell’area industriale a nord di Livorno: il progetto era stato annunciato nel 2019, ma fino a oggi è stato bloccato grazie alle opposizioni della politica locale e dei comitati. Secondo l’ipotesi iniziale, l’Eni avrebbe dovuto costruire una “bio-raffineria” in grado di convertire circa 200mila tonnellate all’anno di rifiuti solidi urbani in circa 100mila di metanolo. A questo però, come ha specificato Eni, sarà affiancato un “gassificatore” (ritenuto da molti un sinonimo di inceneritore) che comunque emetterà anidride carbonica smaltendo rifiuti indifferenziati e plastiche.

Sul progetto anche la Regione rimane cauta ed è per questo che l’uscita di Giani non è piaciuta a nessuno, creando imbarazzo nel Pd e provocando l’ira delle opposizioni e della stessa coalizione che lo sostiene in campagna elettorale. Il segretario regionale di Articolo 1-Mdp, Simone Bartoli, dice che “Giani non può fare queste sparate senza aver concordato nulla con noi” e chiede di convocare una riunione di tutta la coalizione per avere un chiarimento sulla gestione dei rifiuti: “Non può ascoltare solo Pd e Italia Viva”.

All’attacco di Giani va anche la candidata del Movimento 5 Stelle in Toscana, Irene Galletti: “Se Giani intende prevaricare i cittadini della costa livornese ancora una volta, la piana di Stagno diventerà la nostra Tienanmen”, risponde a brutto muso. Una contrarietà espressa anche dal sindaco di Livorno Luca Salvetti, eletto con il Pd, che dalle pagine del Tirreno attacca: “L’espressione dei carrarmati era da evitare – dice – il progetto Eni è ancora indefinito e se serve un nuovo termovalorizzatore si trovi un posto giusto nella nostra Regione, ma francamente la nostra città ha già dato”. Proprio a Livorno, per decisione della giunta Nogarin poi confermata dall’amministrazione Pd, l’inceneritore sarà spento nel 2021.

Twitter: @salvini_giacomo

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