Sembra che il Covid, dopo aver provocato danni incalcolabili, porterà con sé anche delle buone notizie. Oltre ad aver avvilito gli influencer e aver fatto rifiatare il mondo, uno dei risvolti positivi della pandemia è la riscoperta del “turismo di prossimità”, già eletta formuletta magica dell’estate 2020 che vedrà gli italiani, grandi esterofili, prenotare appartamenti e ville non molto distanti dai luoghi di residenza.

Le regole del distanziamento sociale daranno inoltre una grossa mano lato overtourism, una delle grandi piaghe del Belpaese, almeno fino allo scorso febbraio. Così, invece che concentrarsi nelle solite località marittime e montane, i viaggiatori nostrani saranno protagonisti di un’inedita diaspora che li porterà fuori dalle conclamate rotte turistiche. La domanda è: dove andare? Ecco alcuni consigli per voi lettori de ilfattoquotidiano.it.

Lo so: sognate il Salento. Solo il tempo ci dirà se quest’anno Gallipoli & Co. saranno presi d’assalto come sempre; nel dubbio sperimentate il versante brindisino o, meglio ancora, quello del Salento tarantino. Nei piccoli borghi marittimi di Marina di Lizzano, di Pulsano e di Maruggio troverete ad attendervi spiagge maldiviane con meno folla rispetto ai lidi leccesi.

Dopo l’esplosione turistica degli ultimi anni, Bologna necessita di una bella pausa di riflessione che, chissà, avrà l’effetto di abbassare un po’ i prezzi in città. Ecco: questa estate, invece che al capoluogo di regione, puntate all’Appennino: scoprirete diamanti grezzi come Dozza, che la street art ha reso il più colorato tra i borghi medievali italiani, punto di partenza per lunghe camminate nel vicino Parco Storico di Monte Sole.

Sì, Firenze ha un fascino ineguagliabile. Ma d’estate ci sono 40 gradi ed è piena zeppa di turisti stranieri. Quest’anno non sarà così, ma c’è sempre possibilità di incrociare folle di vacanzieri italici. Se il distanziamento sociale dovesse iniziare ad evaporare e avete già visitato Monteriggioni, Volterra e San Gimignano, sappiate che Castelfalfi, borgo ristrutturato e trasformato in un albergo diffuso, merita una visita.

“Vedi Napoli e poi muori” diceva Goethe. Visto che siamo in tempi di pandemia e le premesse non sono le migliori, questa estate impostate i vostri navigatori in direzione Sant’Agata de’ Goti, nel beneventano. La “perla del Sannio”, come lo chiamano i suoi abitanti, è solo uno dei tanti borghi che spuntano su un territorio ricco di agriturismi e locande a conduzione familiare, perfetti per il turismo di prossimità.

La Riviera si sta già attrezzando con app per prenotare gli ombrelloni e divisori per servire piadine Covid-free. Se proprio non riuscite a fare a meno di Rimini, Cattolica e Riccione, sappiate che l’entroterra romagnolo ospita borghi di grande bellezza, fuori dai circuiti della movida estiva. Uno su tutti: Santarcangelo di Romagna, il cui storico festival estivo quest’anno si trasforma con un format nuovo e particolare.

Quando si pensa alla montagna e al turismo in Abruzzo, tra le prime località che vengono in mente ci sono Rivisondoli e Roccaraso. Anche la pianura offre però, in regione, delle mete degne di nota e meno affollate come Bucchianico e Ripa Teatina, due borghi dove trascorrere giorni di assoluto relax, sperimentare la cucina locale e fare scampagnate sulle colline teatine, seguendo le orme del vero turismo slow.

Sarà curioso vedere cosa succederà quest’estate in Sardegna. In attesa dei primi servizi di Studio Aperto, lasciate che i vip vadano ad assembrarsi a La Maddalena e in Costa Smeralda; voi, saggiamente, potreste decidere di scoprite la “povera” Ogliastra, a est dell’isola: chilometri di costa punteggiata da baie meravigliose scavate nelle montagne e spiagge solitarie di rocce rosse e lapilli bianchi.

So che sognate le spiaggette da cartolina di Rapallo e Camogli, quelle foto accanto alle barche variopinte, l’aperitivo con focaccia vista mare. Andate piuttosto nell’entroterra, a Varese Ligure, borgo che non ha il mare ma offre alternative valide soprattutto agli eco-turisti che vogliano sperimentare la vera cucina povera ligure e cimentarsi con la preparazione del pesto.

Sarebbe fuorviante dire che in Calabria c’è overtourism, perché così non è. Bene? Male? Di sicuro, se volete staccare completamente e immergervi in luoghi immoti e cristallizzati nel tempo, spingetevi verso il profondo sud della regione, nella zona grecanica, terra di borghi ellenofili (Gallicianò), paesini di ultracentenari (Bivongi) e piantagioni di bergamotto (Condofuri).

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