Sulla fattibilità delle azioni proposte dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha parlato di un “Recovery Plan Italiano”, è scettico Carlo Calenda leader di ‘Azione’. “Dopo averla letta ho pensato che è sempre il momento della retorica e mai il momento dei fatti”. Questa maggioranza – sostiene l’ex ministro dello Sviluppo economico – non è in grado di portare a termine il piano ambizioso proposto da Conte e lo dimostra il fatto che fino a oggi non c’è stato un singolo provvedimento che ha funzionato come doveva, come adempio il ‘decreto Rilancio’ che necessita di 98 decreti attuativi e non andrà da nessuna parte”. Per Calenda “bastava una manleva da applicare ai dirigenti di banca per fargli concedere più facilmente i prestiti alle imprese, bastava eliminare Sace in modo da diminuire l’intermediazione, bastava utilizzare i permessi retribuiti invece della cassa integrazione in deroga, bastava ridare indietro l’anticipo dell’Irap di novembre invece di sistemi complicatissimi. Insomma, le cose semplici si potevano fare ma la scelta invece è sempre quella di meccanismi super complessi”.

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