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Ultimo aggiornamento: 18:43 del 26 Maggio 2020

Fase 2, accordo tra Bonafede e Arcuri per la produzione di mascherine in carcere: “320 detenuti lavoreranno anche per la collettività”

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Da oggi negli istituti penitenziari saranno prodotte mascherine chirurgiche per combattere l’epidemia. Si chiama “Ricuciamo”, il progetto di inclusione lavorativa del Ministero della Giustizia e del Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. Nell’iniziativa sono coinvolti 320 detenuti nei 3 istituti penitenziari di Bollate, Rebibbia e Salerno. Le prime due macchine industriali delle otto, grazie alle quali i detenuti potranno produrre dispositivi di protezione individuale, sono arrivate al carcere di Bollate. Nella fase di avvio saranno prodotte 400mila mascherine chirurgiche al giorno che a pieno regime potranno arrivare a 800mila I dispositivi prodotti nelle case circondariali saranno innanzitutto destinati ai detenuti e al personale carcerario, l’eccedenza verrà utilizzata dal Commissario straordinario per la distribuzione sul territorio nazionale

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