Qual è l’animale intermedio che ha permesso al virus Sars Cov 2 di fare il salto di specie, il cosiddetto spillover e arrivare fino a noi? Nonostante i ricercatori siano impegnati ormai da mesi alla caccia al mammifero “untore” a questa domanda non c’è risposta. Il pangolino è stato definitivamente scagionato come scrivono sulla rivista PLOS Pathogens i ricercatori dell’Istituto di Guandgond di risorse biologiche applicate, guidati da Jinping Chen.

Per ‘eliminare dai sospetti’ il pangolino, i ricercatori hanno raccolto il genoma di un coronavirus identificato in due gruppi di pangolini malesi malati. In questo modo hanno visto che il loro virus è sì geneticamente associato al virus Sars Cov 2 e a un gruppo di coronavirus del pipistrello, ma le loro analisi suggeriscono che il virus del Covid 19 non sia saltato fuori direttamente dai pangolini. In altre parole, secondo gli autori, è possibile che altri coronavirus circolassero nei pangolini, ma non questo del Covid 19.

“I pangolini potrebbero essere l’ospite naturale dei betacoronavirus, con un potenziale sconosciuto di infettare gli esseri umani. Tuttavia, il nostro lavoro non supporta l’ipotesi che il Sars Cov 2 si sia evoluto direttamente dal coronavirus dei pangolini”. Per i ricercatori, la conservazione e l’esposizione limitata alla fauna selvatica saranno importanti in futuro per minimizzare il rischio che altri coronavirus passino dagli animali all’uomo, e la sorveglianza su larga scala di questi virus nei pangolini potrebbe migliorare la nostra comprensione della circolazione di questo tipo di virus in natura e prevenire la comparsa di altre infezioni.

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