Smart helmet è sostanzialmente un termoscanner indossabile in grado di misurare la temperatura corporea di un individuo istantaneamente e fino a sette metri di distanza. Il risultato viene poi visualizzato in alta risoluzione tramite un sistema di realtà aumentata nella parte interna della visiera. I primi prototipi, realizzati dalla cinese KC Wearable, sono stati distribuiti in test ai carabinieri nelle stazioni della metro di Milano e presso l’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino.

Si tratta di una soluzione innovativa, che costituisce uno strumento di grande utilità nello scenario di questa complessa e delicata Fase 2 che, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe accompagnare il Paese in una lenta ma sicura transizione verso una ritrovata normalità dopo i due mesi di lockdown integrale adottati per arginare la pandemia da Coronavirus. La speranza infatti è di riuscire a tornare progressivamente alle attività produttive senza che i contagi tornino a salire vertiginosamente come nel recente passato, in modo da preservare tanto la salute delle persone quanto il tessuto economico nazionale.

In questo contesto quindi riuscire a monitorare lo stato di salute delle persone che si spostano quotidianamente per lavoro e affari è fondamentale e uno strumento semplice ma efficace è proprio il controllo della temperatura corporea. Chi risulterà avere una temperatura superiore a 37,5° C sarà invitato a sottoporsi a controlli medici, nel tentativo di individuare e isolare velocemente gli individui eventualmente affetti da COVID-19.

Per il momento due smart helmet sono stati affidati ai carabinieri a Milano e sono in fase di test lungo le linee della metropolitana, mentre all’aeroporto di Fiumicino, il primo in Europa a dotarsi di una soluzione simile, ne sono arrivati tre, destinati al personale aeroportuale autorizzato. A Fiumicino sono già in funzione anche 30 termoscanner “a pistola”, a cui presto se ne affiancheranno altri 60. Per sottoporsi alla rilevazione con questo tipo di termoscanner è però necessario attendere in fila, creando così rallentamenti nei flussi di persone. Lo smart helmet invece consente al personale di effettuare le rilevazioni semplicemente camminando e su un gran numero di persone contemporaneamente (fino a 13 insieme, 200 al minuto), con una precisione elevatissima e uno scarto di misurazione delle temperature ridotto appena a 0,3° C.

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