Sulla prossima stagione balneare non ci sono ancora regole chiare, anche se le regioni iniziano ad attrezzarsi. Per l’accesso alle spiagge, un primo banco di prova sarà la fine del lockdown. Ma già in questi giorni, complice il 1 maggio, alcuni sindaci hanno dovuto fare i conti con l’assalto ad arenili e lungomare. Proprio per questo è importante dare la possibilità ai balneari di organizzare in sicurezza, entro giugno, gli accessi alle spiagge, ma anche tutte le attività legate all’estate. Solo per la balneazione attrezzata, parliamo di 30mila aziende con 100mila addetti diretti (un milione con quelli indiretti). “L’allestimento di una spiaggia è un’operazione complessa che richiede dai 20 ai 40 giorni e può iniziare solo nel momento in cui vi sono precise indicazioni sulle nuove modalità di fruizione dell’arenile e del mare”, ha spiegato Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Confcommercio.

LE PASSEGGIATE DEL 1 MAGGIO – Ma l’accesso alle spiagge è qualcosa che andrebbe regolato già oggi, come dimostra il caso Pescara: il 1 maggio in migliaia sono andati a passeggio sul lungomare, sulla spiaggia e lungo la ‘strada parco’, anche senza dispositivi di protezione. Il governatore abruzzese Marco Marsilio aveva dato l’ok alla circolazione nell’area metropolitana pescarese e, dopo l’ordinanza, il Comune ha a sua volta revocato i divieti relativi a lungomare e battigia, diffondendo un comunicato in cui scriveva: “La riviera, la spiaggia e la strada-parco di Pescara nel giorno della Festa del Lavoro saranno raggiungibili per una passeggiata o semplicemente per prendere un po’ d’aria, nei limiti e con le modalità previste dal decreto Conte e dai provvedimenti regionali in materia”.

Dopo l’assalto e le polemiche sui social, Palazzo di Città ha chiarito la questione su Facebook: “La città di Pescara è perfettamente allineata al decreto Conte sul rispetto delle distanze, sull’uso delle mascherine, sul vincolo della prossimità all’abitazione per passeggiare, sui limiti di motivazione per uscire da casa”.

PRONTI AL 4 MAGGIO, MA DIVISI – Anche per la Fase 2 c’è ancora molta confusione, alimentata dal fatto che in alcune regioni sindaci e governatori non sono sulla stessa lunghezza d’onda, anche a causa della diversa diffusione del virus nelle varie parti del Paese. “Io mi fido dei miei concittadini”, ha scritto sulla sua pagina Facebook la sindaca Renata Tosi, annunciando che a Riccione dal 4 maggio saranno possibili le passeggiate anche sulla spiaggia “con il dovuto distanziamento e mascherina”. Per Tosi la chiusura delle spiagge “è una follia” e ha già annunciato che impugnerà l’ordinanza del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che conferma invece il divieto di accesso a spiagge e arenili. Resta l’eccezione per i titolari di concessioni demaniali marittime che possono continuare le operazioni di manutenzione e pulizia negli stabilimenti.

Parti inverse nelle Marche, dove un’ordinanza firmata dal governatore Luca Ceriscioli dà il via libera dalla mezzanotte del 4 maggio alle passeggiate sulle spiagge, svolte in maniera individuale e nel rispetto del distanziamento sociale e delle altre norme di contenimento, mentre vieta assembramenti e soste sull’arenile (le violazioni saranno punite 400 euro di multa). Eppure la sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli, permetterà le passeggiate in spiaggia solo dal 18 maggio. Sempre evitando assembramenti e mantenendo la distanza di 1 metro. Non sarà possibile fare il bagno o prendere il sole. Lidi ancora off-limits nel fine settimana.

Nel frattempo, proprio in vista della Fase 2, in Campania, il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha firmato un’ordinanza con la quale si vieta di rientrare da altre regioni italiane o dall’estero nei luoghi di residenza, domicilio o dimora situati nelle isole di Capri, Ischia e Procida.

CI SI ATTREZZA PER L’ESTATE – Altro fronte è quello che si aprirà da giugno, soprattutto per quel che riguarda spiagge libere e stabilimenti balneari. E anche in questo caso, in attesa di misure dettate a livello nazionale, le regioni si stanno attrezzando. In Emilia ha fatto molto discutere il progetto di un’azienda modenese che aveva ipotizzato di delimitare gli spazi tra gli ombrelloni con barriere in plexiglass.

IL PROTOCOLLO DEI BAGNINI DI RIMINI – A Rimini, il sindaco Andrea Gnassi immagina una spiaggia aperta dalle cinque del mattino all’una di notte con la possibilità di una serie di servizi, dal pilates allo yoga, e di poter gustare un aperitivo e la cena. I presidenti delle associazioni di categoria dei bagnini, nel frattempo, hanno presentato alla Regione un protocollo con regole e linee guida. Lettini e sdraio ad almeno un metro di distanza, mentre il distanziamento tra ombrelloni raddoppia rispetto alla disposizione regionale che impone un minimo di 2,5 metri tra ombrelloni e 2 metri tra le file. Si passerebbe da 5 a 10,5 metri quadri per ogni zona d’ombra. A bar e ristoranti sarebbero allestiti tavoli da due, con la possibilità per le famiglie di avere tavoli fino 8 posti.

NUMERI CHIUSI E ‘ISOLE’ – In Sardegna l’orientamento è quello di preferire numero chiuso e controlli (anche con droni) ai plexiglas. Qui, già prima dell’emergenza legata al Covid-19, alcuni sindaci avevano disposto l’accesso contingentato alle spiagge. A metà febbraio 2020, il Consiglio comunale di Stintino (Sassari) aveva dato mandato alla giunta del sindaco Antonio Diana di elaborare nuove regole per l’accesso alla spiaggia della Pelosa, con una tariffa d’ingresso e un limite di 1.500 bagnanti al giorno (lì dove si sono registrate punte di oltre 5mila persone).

E, proprio dalla Sardegna (da Cagliari), arriva l’idea della Kaos Lab Srl di una sorta di ‘isola’ di tre metri di diametro con postazione e doccia (e sistema di sanificazione automatizzato) che consente, anche attraverso delle passerelle, di stare al mare senza stare troppo attaccato al vicino di ombrellone. Per semplificare e gestire le prenotazioni ci sarà un’app grazie alla quale potranno essere verificati in tempo reale gli orari disponibili.

L’APP PER PRENOTARE – Proprio un’app potrebbe salvare anche la stagione balneare degli abruzzesi che, per l’assessore regionale al Turismo, Mauro Febbo, può iniziare il 1 giugno. La Regione ha predisposto un piano che consentirà ai cittadini di frequentare le spiagge libere nel rispetto del distanziamento sociale, ma ci si dovrà prenotare attraverso una piattaforma digitale, che sarà gestita dall’ente in collaborazione con i titolari degli stabilimenti. Tutte le spiagge pubbliche saranno attrezzate con ombrelloni, lettini e sdraio. Il costo, a prezzo calmierato, sarà a carico della Regione (ma concordato con i balneari). E alcuni gestori stanno persino pensando a una sorta di drive-in sulla spiaggia, per trascorrere le serate evitando gli assembramenti.

LE 14 REGOLE PER L’ESTATE NELLE MARCHE – La Regione Marche ha stilato una lista di 14 regole che aiuteranno ad andare al mare in sicurezza, dicendo addio a una serie di comportamenti e abitudini che potrebbero condurre a rischi. Si parte da prenotazioni preferibilmente on-line per favorire check-in più spediti, dispositivi di protezione per il personale degli stabilimenti e l’utilizzo di carte di debito e credito, da preferire alle banconote. La distanza tra gli ombrelloni sarà di 4,5 metri (5 tra le file). Vietate le attività ludiche e sportive come beach volley, calcetto e anche il biliardino, così come le aree comuni di gioco. I bagnini vigileranno che il distanziamento venga rispettato anche in acqua, mentre sono bandite attività di animazione. I Comuni dovranno emettere ordinanze per vietare l’accesso alle spiagge nelle ore notturne, dalle 23 fino alle 6, limitatamente alle aree in concessione demaniale.

DAL BRACCIALETTO NEL LAZIO ALLE PIATTAFORME GALLEGGIANTI DI ISCHIA – E mentre nel Lazio fa discutere l’idea di un braccialetto elettronico di gomma con sensori sonori che segnalino l’eccessiva vicinanza alle altre persone, a Ischia si pensa a piattaforme galleggianti attrezzate per un paio di persone davanti alle spiagge. L’associazione Unionmare Veneto, invece, ha firmato un documento con 18 regole per la gestione delle spiagge e dell’accesso al mare da parte dei bagnanti. In Puglia le prime prove di allestimento delle spiagge sono state fatte a Porto Cesareo e anche qui, come in diverse aree, il conto è salato: si va dal 30% al 40% di ombrelloni in meno.

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