Il primo problema sul Mes, Matteo Salvini e Giorgia Meloni ce l’hanno in casa. Perché mentre riempiono televisioni e pagine Facebook con gli slogan contro il ricorso al fondo salva-Stati, chi invece sostiene il Meccanismo europeo di stabilità è lo stesso alleato Silvio Berlusconi. Che non a caso nel 2011, quando era al governo con la Lega e la stessa Meloni era ministra, firmò per istituirlo. La spaccatura in casa del centrodestra questa volta è netta e sembra difficile che dalle due posizioni, diametralmente opposte, possa emergere una soluzione condivisa. “Telefonerò a Berlusconi, penso che sul Mes sia stato mal consigliato”, ha detto oggi Salvini in una conferenza stampa su Facebook. “Penso che sia un errore accodarsi supinamente alle dichiarazioni di Prodi, di Renzi, di Zingaretti”. Perché, ha aggiunto, “non serve un genio per dire che se ci infiliamo in tunnel europei senza ritorno l’Ue finirà per privatizzare le nostre strutture sanitarie“. Solo ieri Berlusconi, proprio mentre le tensioni sul Mes scoppiavano dentro la maggioranza, ha scritto una lettera a il Giornale dicendo di ritenere “assurdo” che il fondo non sia utilizzato. “Preferisco”, ha risposto oggi Salvini, “che il futuro dell’Italia sia in mano italiani, non in mano a burocrati o esponenti del mondo della speculazione o della finanza dall’altra parte del mondo”.

E’ da giorni che Forza Italia si smarca sulla vicenda. “Sul Mes Berlusconi ha fatto una valutazione da imprenditore: sì al Mes sanitario, senza condizionalità se non quella di spendere i soldi in quel settore”, ha ribadito anche oggi il vicepresidente Fi Antonio Tajani, intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno. La Lega e FdI sono contrari? “Non ne farei una guerra di religione. C’è da essere pragmatici. Il vecchio Mes, tra Troika e condizioni capestro, non ci piaceva. Ora è diverso. Questi soldi vanno presi e non importa se lo dice Renzi, Prodi o qualcun altro. Sono un’occasione per l’Italia”. Intanto la parlamentare Fi Micaela Biancofiore ha invocato “un vertice dell’opposizione affinché si possa approfondire e sviscerare fino in fondo il meccanismo del Mes per la sanità, senza sacrificare l’unità e la sacralità, a mio parere, della colazione che è largamente maggioritaria nel Paese”. E ha concluso: “Noi siamo la Squadra politica più forte del Paese e non possiamo dividerci proprio in un momento di emergenza innanzi ad un governo inefficace e inefficiente”.

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