“Gli italiani si sono comportati veramente in modo esemplare in queste settimane. Hanno fatto notevolissimi sacrifici come non uscire di casa, ma hanno compreso che era questo l’unico modo per rispondere a una situazione difficile”. Sono le parole pronunciate a “Dimartedì” (La7) dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

Il ministro ribadisce che valgono sempre le ferree regole e spiega brevemente la circolare del Viminale, che nella tarda serata di ieri ha scatenato il dissenso di alcuni amministratori, come il presidente regionale campano Vincenzo De Luca, l’assessore regionale alla Sanità lombarda Giulio Gallera e il sindaco di Opera Antonino Nucera. La circolare del 31 marzo, come spiega Lamorgese, dà a un genitore la possibilità di uscire con il figlio piccolo per camminare, purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione di spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute.

Lamorgese poi puntualizza: “Non dobbiamo pensare che tutto finirà, ci vuole un po’ di tempo. Occorre avere molta cautela: andiamo incontro a Pasqua e si deve capire che questo è il momento più delicato, in cui porre ancora più attenzione ai propri comportamenti. Su questo io sono assolutamente ferma e determinata. I controlli ci sono: dal 10 al 20 marzo sono stati circa 3 milioni di controlli ma le sanzioni sono diminuite abbastanza, perché sono state circa 22mila in dieci giorni rispetto alle 116mila del primo periodo”.

E chiosa: “Dopo Pasqua ed entro aprile vedremo i dati e verranno prese decisioni a livello anche di comitato tecnico, e poi dal governo. Spero che per l’estate potremo andare in vacanza, me lo auguro. Ma certamente questo periodo lascerà qualcosa dentro ognuno di noi perché dobbiamo cambiare un po’ stile di vita. Di questo sono assolutamente convinta. Non dobbiamo cedere e non vanificare quanto fatto dopo tanto sacrifici“.

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