Quando si sono visti recapitare quella mail nella propria casella di posta, in molti non volevano crederci: la Asl Toscana Centro (responsabile delle province di Firenze, Prato e Pistoia) ha chiesto a medici, infermieri e operatori sanitari di fare dei “video-diario” da caricare su Youtube per raccontare in prima persona cosa succede nelle corsie degli ospedali toscani. Ma le mail inviate dall’ufficio stampa dell’azienda non sono proprio piaciute agli operatori sanitari che tutti i giorni si trovano a lavorare, spesso in condizioni precarie e senza le protezioni adeguate: “Mi chiedono un selfie ma ogni giorno abbiamo le mascherine centellinate e non le FFP3, quelle che ci proteggono dal virus – racconta al fattoquotidiano.it una giovane infermiera di un ospedale fiorentino dietro la richiesta di anonimato – Prima pensassero alla nostra sicurezza, poi parliamo dei selfie”.

Anche la Cgil attacca la Asl per l’iniziativa definita “inopportuna” e “fuori luogo”: “Quella dell’azienda sanitaria è una richiesta sbagliata – spiega il segretario toscano della Funzione Pubblica Cgil, Sergio Pacini – medici e infermieri vengono chiamati eroi ma poi si lasciano senza protezioni e si chiede loro di fare il Grande Fratello: è inaccettabile”. L’azienda sanitaria che copre più di un milione e mezzo di abitanti non ha risposto alle richieste di chiarimento del fattoquotidiano.it

“Sacchetti al posto dei copriscarpe” – La Cgil ha quindi risposto con una lettera al direttore della Asl Toscana Centro, Paolo Morello: “Questa iniziativa ci fa capire come purtroppo ancora oggi ai vertici dell’azienda non si abbia la consapevolezza della situazione drammatica che si sta vivendo da oltre un mese in tutti i servizi – si legge nella missiva che il fattoquotidiano.it ha potuto leggere – nelle ultime settimane infermieri, oss (operatori socio sanitari,ndr), tecnici sanitari e medici stanno combattendo una guerra privi delle armi necessarie per difendersi da questo subdolo virus, che sempre di più sta contagiando gli operatori schierati in prima linea. Per questo prima l’azienda dovrebbe occuparsi di garantire queste cose”.

A prendere le distanze dalla richiesta della Asl sono anche gli operatori sanitari che operano nella zona: “Ho visto dei miei colleghi medici che non hanno le tute e curano i pazienti con il semplice camice – continua l’infermiera fiorentina – per cui ci sentiamo spesso soli: io un selfie me lo faccio anche, non mi costa niente, ma vorrei entrare all’ospedale tranquilla con tutte le precauzioni necessarie per non contagiare e non essere contagiata”. Stesse denunce arrivate al Corriere Fiorentino a cui un medico dell’ospedale Torregalli di Firenze ha raccontato nei giorni scorsi: “Non abbiamo copriscarpe, nelle stanze dei pazienti entriamo con i sacchetti di plastica annodati ai piedi” ha detto.

L’esposto in Procura – Lunedì intanto è stato depositato l’esposto di Nursind, il sindacato degli infermieri, alla Procura di Firenze contro il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, l’assessore alla Sanità Stefania Saccardi e il direttore del dipartimento di maxiemergenza della Regione, Pietro Paolini. Come aveva già anticipato ilfattoquotidiano.it, l’esposto riguarda l’ordinanza del 25 marzo scorso con cui la giunta toglieva le mascherine FFP3, quelle a protezione massima, a infermieri e operatori sanitari dei reparti non Covid e del 118. Il sindacato contesta per questo la violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro per “per non aver fornito agli infermieri dispositivi di protezione idonei al rischio biologico da affrontare”. Non solo, il sindacato degli infermieri e la Cgil attaccano la Regione e le Asl toscane perché agli operatori sanitari spesso non viene fatto il tampone perché asintomatici: “Il motivo? Hanno tutti paura che non ci sia più personale – attacca Pacini – ma qui è in gioco la salute delle persone”.

Twitter: @salvini_giacomo

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