La situazione negli ospedali è drammatica, però parecchi media continuano l’opera generalizzata di ulteriore drammatizzazione. Leggo sui siti e sento in tv: “Code chilometriche davanti ai supermercati milanesi” oppure “Una settimana per le consegne a domicilio”.

Sono andato a fare la spesa a Milano nel piccolo supermercato davanti a casa. Sul marciapiede avevo tre persone davanti, ciascuna a 1 metro dall’altra. Ho atteso meno di 15 minuti. Non solo. Venerdì mattina (molto presto) ho ordinato la spesa più grossa online: consegna con meno di 48 ore di attesa. Ho ordinato facilmente sul web anche cibo e sabbia per il felino coinquilino.

Forse sono stato “fortunato” io. Oppure troppi media e troppi giornalisti divulgano, senza fare verifiche sul campo, quello che pensano possa terrorizzare la gente. Altro che spesa difficile, è solo meno agevole. In compenso chi ha paura trova sempre qualcuno pronto a vendergliene più di quella di cui avrebbe bisogno. Per “conquistare” qualche copia, spettatore o click... Di certo, più si racconta che ci sono code interminabili, più la gente si butta sulla grandissima distribuzione, provocando file interminabili. È una coda che si morde la coda.

Nel frattempo mi sono arrivati sms, email o indicazioni relative a piccoli supermercati e negozi di quartiere che portano la spesa a casa. Si può ordinare per telefono o via WhatsApp. È anche un modo per aiutare i negozianti normali a non stringere troppo la cinghia. O no? Meditate, gente

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