Corruzione e spionaggio che coinvolgono gli alti gradi del governo kazako e i vertici della potenza del gas russa Gazprom. Una vera spy story quella che esce dalla bocca di Aisultan Nazarbayev: non un personaggio qualunque, ma il nipote dell’ex presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev. Il 30enne ha annunciato sui social di voler chiedere asilo politico al Regno Unito perché ha intenzione di rivelare alla stampa informazioni “riguardanti la corruzione su larga scala tra i governi di Russia e Kazakistan” che “ruba miliardi di dollari al popolo kazako”.

Secondo quanto riferiscono l’agenzia di stampa russa Interfax e Radio Eco di Mosca, il secondogenito di Dariga Nazarbayeva, primogenita del primo presidente dall’indipendenza dell’ex repubblica sovietica, sostiene di avere le prove riguardanti “miliardi di dollari rubati al popolo kazako”. Il presunto furto architettato dai vertici dell’esecutivo di Nursultan e dai manager della Gazprom, a suo dire, è reso possibile dal contratto stipulato dal Paese asiatico con la compagnia del gas russa: “Il problema – dichiara – sta nel contratto, in cui per pochi soldi il gas del Kazakistan viene venduto alla Gazprom russa. Esiste una compagnia di intermediazione dove si accumulano utili per circa 1,5 miliardi di dollari all’anno. Questi soldi si depositano a Singapore e là si dividono tra il vertice russo” e quello kazako.

Dichiarazioni, quelle del 30enne, che mettono in imbarazzo il regime kazako, di cui il nonno ha ancora in mano le redini da dietro le quinte, dopo 30 anni al potere, in particolar modo la madre, pupillo di Nursultan, attuale presidente del Senato e destinata, si dice, a un’ancora più brillante carriera all’interno delle istituzioni nazionali. Le dichiarazioni del figlio, attualmente in Gran Bretagna, rischiano però di ostacolare la sua ascesa. Un po’ come sarebbe potuto succedere col suo ex marito ed ex ambasciatore kazako, Rakhat Aliyev, che, in rotta col governo, venne ritrovato impiccato, nel 2015, all’interno di un carcere austriaco dopo essere stato arrestato, nel 2014, con accuse, tra le altre, di rapimento e omicidio.

Il governo di Nursultan, però, si difende ricordando il passato da tossicodipendente del nipote dell’ex presidente. Le sue dichiarazioni, ha affermato il ministro dell’Informazione e dello Sviluppo sociale, Dauren Abayev, sono state scritte “sotto la manipolazione di certe persone” che “stanno usando il nome di Aisultan e le sue condizioni di salute”, spiegando che il giovane è stato “per lungo tempo sotto l’influsso di sostanze psicoattive”. Quello messo in piedi, ha concluso il membro del governo, non è altro che “un patetico tentativo di screditare” l’ex capo di Stato: “Speculare sulle invenzioni di una persona tossicodipendente solo perché è il nipote del primo presidente del Paese è disonesto, ingiusto e immorale”.

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